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La circolare del 6 agosto esclude i titolari di MAML categoria “A” dall’indennità prevista dal DPR 52/2025, ignorando che questa categoria rientra pienamente nel perimetro normativo. AMUS porterà la questione al tavolo tecnico di settembre.
La recente circolare dello Stato Maggiore Aeronautica emanata il 6 agosto 2026 (clicca qui per leggerla), interviene per chiarire le modalità applicative dell’indennità manutentori aeromobili prevista dall’art. 20 del DPR 52/2025. Nel farlo, però, introduce una interpretazione restrittiva che non trova alcun fondamento né nella norma né nel quadro regolamentare tecnico adottato dalla Forza armata. La circolare, infatti, limita la corresponsione dell’indennità ai soli titolari di licenza MAML di categoria “B1”, “B2” e “C”, omettendo completamente la categoria “A”. Una omissione che, alla luce delle norme vigenti, non può essere considerata legittima.
Cosa dice la norma
L’art. 20 del DPR 52/2025 stabilisce che l’indennità spetta al personale impiegato presso enti manutentivi e in possesso di licenza MAML di categoria “B1”, “B2” o “C”. È vero che la norma non cita espressamente la categoria “A”, ma ciò non significa che quest’ultima debba essere esclusa. La ragione è insita nella struttura stessa delle licenze MAML, definita dall’AER(EP).P‑66, che rappresenta il veicolo normativo attraverso cui la Forza armata ha recepito l’EMAR 66 e ha introdotto formalmente le categorie “A”, “B1”, “B2” e “C”.
Prima dell’entrata in vigore dell’AER(EP).P‑66, la categoria “A” non esisteva e le precedenti normative distinguevano tra attività di linea e attività manutentive di secondo e terzo livello tecnico: le vecchie qualifiche non erano comprensive dell’attuale categoria “A”. Con l’adozione dell’AER(EP).P-66 è stata introdotta la categoria “B1” ed è inoltre stato chiarito che la categoria “A” è parte integrante della “B1”, poiché la B1 “include la corrispondente sottocategoria A”. In altre parole, ciò che oggi chiamiamo categoria “A” era, fino all’introduzione del nuovo impianto regolamentare, la vecchia qualifica del “Capo Velivolo” adesso già compresa nella categoria “B1”. Quindi, riconoscendo la categoria “B1”, la norma riconosce automaticamente anche la categoria “A” essendo compresa nella B1.
Cosa dice la circolare SMA
La circolare SMA afferma che l’indennità spetta al personale: «in possesso di licenza “B1”, “B2” o “C” e che effettua attività manutentiva e/o istituzionale presso Enti manutentivi di velivoli o presso le Maintenance Training Organization». Escludere la categoria “A” significa dunque introdurre una disparità di trattamento tra il personale che svolge attività manutentive identiche. La circolare SMA, nel suo intento di chiarire l’applicazione dell’indennità, finisce così per restringere il campo dei beneficiari in modo non conforme alla ratio della norma, che è quella di valorizzare tutto il personale in possesso di un titolo manutentivo idoneo e impiegato in attività manutentive o istituzionali connesse alla manutenzione.
La posizione di AMUS
AMUS ritiene che la circolare, così formulata, non rispetti la ratio della norma e non valorizzi correttamente tutto il personale manutentore in possesso di MAML, come invece previsto dal DPR 52/2025.
Per queste ragioni, riteniamo necessario che la circolare venga corretta, includendo esplicitamente la categoria “A” tra i destinatari dell’indennità. Si tratta di un semplice adeguamento formale, pienamente coerente con il DPR 52/2025 e con l’AER(EP).P‑66, che restituisce equità e rispetto della normativa a tutto il personale manutentore.
AMUS chiederà formalmente allo Stato Maggiore Aeronautica:
l’inclusione della categoria “A” tra i beneficiari dell’indennità;
l’allineamento della circolare alla struttura delle licenze MAML definita dall’AER(EP).P‑66;
la rimozione di ogni disparità di trattamento tra personale che svolge attività manutentiva o istituzionale connessa alla manutenzione.
Prossimi passi
Affronteremo questo tema in presenza nel tavolo tecnico con lo Stato Maggiore Aeronautica, già calendarizzato per la metà del mese di settembre, dove chiederemo che la circolare venga riallineata alla normativa vigente e che venga riconosciuto il diritto all’indennità anche ai titolari di licenza MAML categoria “A”.
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