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AMUS chiede chiarezza applicativa per garantire pari tutela a tutto il personale avente diritto, compresi orchestrali e musicisti
La recente modifica dell’articolo 1860 del COM, introdotta dalla legge 24 aprile 2026, n. 54, rappresenta un passaggio importante per il personale del ruolo Marescialli.
La norma estende anche ai Marescialli la possibilità di applicare le disposizioni dell’articolo 32 del D.P.R. n. 1092/1973, già previste per gli Ufficiali, in materia di valutazione degli studi superiori ai fini pensionistici. In sostanza, laddove per la nomina in servizio permanente effettivo sia stato richiesto il possesso di un titolo di studio superiore, può essere riconosciuto un periodo corrispondente alla durata legale del corso di studi, con effetti potenzialmente rilevanti sul trattamento di quiescenza.
AMUS ritiene che questa previsione debba essere letta con approccio aperto, garantista e non restrittivo, evitando interpretazioni che possano comprimere il diritto del personale interessato.
Il tema riguarda certamente il personale del ruolo Marescialli reclutato con il possesso della laurea, ma merita particolare attenzione anche la posizione degli orchestrali e dei musicisti militari, per i quali il titolo conseguito presso conservatori statali assume rilievo specifico ai fini del reclutamento e della professionalità richiesta.
Gli effetti del riconoscimento potrebbero incidere su più istituti: anzianità contributiva, accesso alla pensione, calcolo del trattamento pensionistico, trattamento di fine servizio ed eventuali ulteriori profili da approfondire in sede tecnica.
Per questo AMUS ha chiesto alla Direzione Generale della Previdenza e della Leva (PREVIMIL) indicazioni chiare, uniformi e tempestive, affinché tutto il personale avente titolo possa conoscere le modalità per accedere al beneficio attraverso gli enti competenti (clicca qui per leggere nostra lettera).
Si tratta di garantire equità, certezza del diritto e piena valorizzazione dei percorsi formativi richiesti dall’Amministrazione per l’accesso a specifici ruoli e professionalità.
AMUS continuerà a seguire la questione con attenzione, affinché l’applicazione della norma sia coerente con la sua finalità: riconoscere il valore degli studi superiori e tutelare, senza esclusioni ingiustificate, tutto il personale militare interessato.
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