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Comunicato Stampa numero 07-2026

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Contratto Forze Armate, risorse promesse e silenzi del Governo: le APCSM chiedono chiarezza immediata

ROMA- Le organizzazioni sindacali, alla luce dello stato attuale del confronto sul rinnovo contrattuale del personale delle Forze Armate, esprimono forte preoccupazione per l’assenza di risposte chiare e definitive da parte del Governo sulle risorse effettivamente disponibili, nonché sulla volontà di permettere il recupero di tutto il potere d’acquisto andato perso in questi anni.

Nel mese di dicembre, nel corso di un confronto istituzionale presso Palazzo Chigi, erano state fornite indicazioni politiche precise: l’uscita dalla procedura di infrazione europea avrebbe consentito di recuperare margini finanziari da destinare anche al comparto difesa e sicurezza, con ovvie ricadute sul rinnovo contrattuale. Un passaggio che aveva generato aspettative legittime tra il personale militare e le rispettive rappresentanze, convinte di poter arrivare nei due contratti (2022-2024 e 2025-2027) a un aumento pari all’inflazione accertata negli stessi anni.

A distanza di mesi, tuttavia, a quelle indicazioni non ha fatto seguito alcun riscontro. Le interlocuzioni con i livelli amministrativi coinvolti – Funzione Pubblica, Stato Maggiore della Difesa e Ministero dell’Economia e delle Finanze – restituiscono un quadro incerto, frammentato e privo di conferme rispetto agli impegni prospettati in sede politica.

È inaccettabile che su una questione così rilevante continui a permanere una sostanziale ambiguità. Il rinnovo contrattuale del personale militare non può essere trattato come un tema secondario né può restare sospeso tra promesse non verificate e mancanza di assunzione di responsabilità. Le donne e gli uomini in uniforme attendono risposte, non interlocuzioni indefinite.

A questo si aggiunge un ulteriore nodo che non può più essere ignorato: quello della previdenza dedicata per il personale militare. Da anni si parla della necessità di strumenti specifici che tengano conto della peculiarità del servizio, ma anche su questo fronte non si registrano passi avanti. È indispensabile aprire un confronto serio e strutturato su un sistema previdenziale che sia coerente con le caratteristiche della carriera militare e che garantisca tutele adeguate nel lungo periodo.

Allo stesso modo, resta aperta la questione delle agibilità sindacali. Le APCSM operano ancora oggi in un quadro normativo che presenta limiti evidenti e che non consente un pieno esercizio delle prerogative di rappresentanza. Anche su questo tema è necessario un intervento politico chiaro, che definisca regole certe e strumenti adeguati, in linea con il ruolo che le associazioni sindacali sono chiamate a svolgere.

Per queste ragioni, le APCSM chiedono l’apertura immediata di un confronto diretto con il Governo, affinché venga fatta piena chiarezza sulla volontà di adeguare lo stipendio il più possibile all’inflazione, nonché sull’effettiva disponibilità delle risorse annunciate e sulle reali intenzioni dell’Esecutivo rispetto alla loro destinazione. È necessario un chiarimento politico, non è più rinviabile.

Il personale militare ha diritto alla verità e al rispetto degli impegni che gli sono stati rappresentati. Un rinnovo contrattuale privo di adeguate risorse economiche rappresenterebbe un segnale grave nei confronti di chi ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese, spesso in condizioni complesse e con responsabilità crescenti.

Ribadiamo che il riconoscimento economico e professionale del personale delle Forze Armate è un dovere istituzionale. Pertanto, in assenza di risposte, saranno valutate tutte le iniziative necessarie a tutela del personale rappresentato, affinché quanto promesso non resti lettera morta.                                                                                                                                                                                                  

 

Sindacato Militare “AMUS – Aeronautica”
Via Appia Nuova, 281 – int. 1
00183 – Roma (RM)

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