Incontro FP

Riforma del sindacalismo militare, AMUS – Aeronautica al tavolo della Funzione Pubblica: più diritti e tutele per il personale impegnato nell’attività sindacale

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Nel confronto sulle modifiche alla Legge 46/2022, AMUS - Aeronautica rilancia le proprie proposte per una piena libertà sindacale nelle Forze armate, con più tutele, contrattazione di secondo livello e strumenti concreti per la rappresentanza del personale militare

Si è svolto ieri, 21 ottobre 2026, presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, il confronto sulle modifiche alla Legge 46/2022 e alla normativa regolamentare discendente, in attuazione di uno degli impegni assunti dal Governo in occasione della sottoscrizione del contratto del Comparto Difesa e Sicurezza 2025-2027.

All’incontro erano presenti i rappresentanti del MEF, della Difesa, degli Interni, della Giustizia e della Funzione Pubblica. Per AMUS – Aeronautica ha partecipato il Segretario Generale, Tommaso Brasile e il Segretario Generale Aggiunto e Responsabile della Comunicazione, Mario Troccoli

Un passaggio importante, fortemente sostenuto da AMUS – Aeronautica, che deve segnare l’avvio di una nuova fase per il sindacalismo militare. La libertà sindacale non può esistere soltanto sulla carta. Deve poter essere esercitata concretamente, ogni giorno, in ogni articolazione delle Forze armate.

Per questo chiediamo un intervento organico, ispirato al modello consolidato delle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, opportunamente declinato sulle specificità dell’ordinamento militare.

Le priorità di AMUS: dalle prerogative formali ai diritti effettivi

  • Distacchi sindacali e tutela della carriera. Il personale impegnato nell’attività sindacale deve conservare pienamente lo status di servizio permanente effettivo, senza penalizzazioni nell’avanzamento, nella progressione economica, nell’impiego e nel trattamento previdenziale. L’esercizio di un diritto costituzionalmente riconosciuto non può trasformarsi in uno svantaggio professionale.
  • Contrattazione di secondo livello reale. Occorre superare un sistema eccessivamente centralizzato, introducendo spazi effettivi di contrattazione decentrata sulle materie demandate dalla negoziazione nazionale, con regole chiare, risorse individuate e responsabilità definite. Un modello capace di rispondere alle specifiche esigenze delle diverse realtà organizzative, senza interferire con le prerogative operative e di comando.
  • Relazioni sindacali fino alla periferia. I problemi devono poter essere affrontati dove nascono. Chiediamo interlocuzioni strutturate anche a livello di enti, reparti e articolazioni territoriali di base, con procedure certe di informazione, consultazione e confronto. Non è sostenibile che questioni locali debbano necessariamente risalire ai vertici delle amministrazioni per trovare una soluzione.
  • Tutele previdenziali e antinfortunistiche. Devono essere assicurate la continuità contributiva e previdenziale durante l’esercizio delle prerogative sindacali, nonché adeguate garanzie assicurative e antinfortunistiche per il personale impegnato nelle attività associative. La funzione sindacale non può determinare vuoti di tutela né compromettere il futuro pensionistico dei suoi rappresentanti.
  • Autonomia organizzativa e agibilità effettiva. Servono regole più equilibrate su permessi sindacali, anche frazionabili su base oraria, incompatibilità con gli incarichi militari, disponibilità di locali, accesso alle informazioni e possibilità di offrire servizi di assistenza fiscale e patronato. Le limitazioni devono essere proporzionate alle reali esigenze dell’ordinamento, non diventare ostacoli ingiustificati all’attività sindacale.

Un percorso avviato da tempo: dalle proposte del 2025 alle riforme di oggi

Il confronto aperto in queste settimane non nasce dal nulla. Già nel luglio 2025 AMUS, facendosi promotrice insieme alla maggior parte delle organizzazioni sindacali del Comparto, aveva contribuito all’elaborazione di un documento unitario finalizzato a individuare le risorse da destinare al sistema delle relazioni sindacali e le principali materie da sottoporre a revisione normativa e contrattuale.

Proprio sulla base di quel lavoro preliminare, AMUS ha successivamente sviluppato e presentato un ulteriore pacchetto di proposte organiche, coordinato con le principali sigle rappresentative del settore. Si tratta di interventi che riprendono le valutazioni già formulate, le aggiornano alla luce dell’esperienza maturata in questi anni e ne ampliano la portata, con l’obiettivo di superare definitivamente le criticità emerse nell’applicazione della Legge 46/2022.

Siamo consapevoli che il percorso di riforma si sviluppa oggi su due distinti tavoli istituzionali: quello aperto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica e quello attivato in sede Difesa. Per AMUS, tuttavia, le questioni che riguardano la rappresentanza del personale hanno una natura necessariamente intercompartimentale e richiedono una visione comune, coerente e orientata ai risultati.

In questa prospettiva auspichiamo che anche l’Amministrazione della Difesa compia un deciso salto di qualità, riconoscendo la necessità di affrontare senza pregiudizi le criticità che ancora limitano lo sviluppo del sindacalismo militare. Questa fase di revisione normativa rappresenta infatti un’occasione concreta per correggere quei meccanismi che, dal 2022 a oggi, hanno reso il sistema eccessivamente complesso, poco attrattivo e spesso incapace di valorizzare pienamente l’impegno dei dirigenti sindacali.

L’obiettivo di AMUS è chiaro: costruire organizzazioni sempre più competenti, autorevoli e professionalizzate, capaci di rappresentare efficacemente il personale e di dialogare con le Amministrazioni in modo qualificato. Per raggiungere questo traguardo è indispensabile rendere realmente attrattiva l’attività sindacale, eliminando penalizzazioni dirette o indirette sulla carriera, sull’impiego e sulle prospettive professionali di chi sceglie di mettere le proprie competenze al servizio dei colleghi. Chi assume responsabilità sindacali deve poter svolgere il proprio incarico nelle migliori condizioni possibili, contribuendo con esperienza, preparazione e capacità professionale alla crescita dell’intero sistema di relazioni sindacali. Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra il proprio percorso professionale e l’impegno nella rappresentanza del personale.

Le proposte ci sono, gli strumenti parlamentari esistono, gli impegni politici sono stati assunti. Ora serve la volontà di decidere. Chiediamo al Governo e al Parlamento di utilizzare il primo veicolo normativo utile per intervenire concretamente, senza rinviare ancora una riforma necessaria.

Il nostro obiettivo non è rafforzare i sindacati per rafforzare sé stessi, ma mettere le organizzazioni rappresentative nelle condizioni di svolgere pienamente la propria funzione, nell’interesse del personale e delle amministrazioni. Perché sindacati più forti significano maggiori tutele, meno conflittualità, relazioni istituzionali più mature e Forze armate più equilibrate, efficienti e coese.

Il tempo delle attese e delle sperimentazioni è finito. Le criticità sono state individuate, le proposte sono state formulate e gli impegni politici sono stati assunti. Oggi è il momento delle decisioni e delle riforme concrete.

AMUS – Aeronautica continuerà a portare ai tavoli istituzionali competenza, proposte e responsabilità. Ma adesso è il momento di trasformare gli impegni in norme e le norme in diritti effettivi.

AMUS – Aeronautica, dalle proposte ai risultati.

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