LICENZE NON GODUTE

Licenze non godute: cambia la legge, AMUS chiede regole chiare e parità di trattamento per tutti i militari

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Superato il divieto assoluto di monetizzazione delle licenze non fruite. AMUS - Aeronautica interviene presso PERSOMIL per garantire certezza del diritto, uniformità applicativa e una gestione responsabile delle licenze in tutti gli Enti e Reparti dell’Aeronautica Militare

Un importante cambiamento normativo apre nuove prospettive per il riconoscimento economico delle licenze non godute dal personale militare. Ma affinché una previsione legislativa si traduca in una tutela concretamente esercitabile, occorrono regole chiare, procedure uniformi e responsabilità organizzative ben definite.

È su questi presupposti che AMUS – Aeronautica, con una formale iniziativa indirizzata alla Direzione Generale per il Personale Militare (PERSOMIL), ha chiesto l’emanazione delle necessarie disposizioni applicative, ponendo particolare attenzione alla tutela di tutte le categorie di personale, compresi i volontari in ferma prefissata.

Una novità normativa che supera il passato

La legge 5 ottobre 2026, n. 174, di conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, ha introdotto importanti modifiche alla disciplina delle ferie non godute nella Pubblica amministrazione. In particolare, il legislatore, recependo i principi consolidati della giurisprudenza europea, ha superato il precedente divieto assoluto di corresponsione di trattamenti economici sostitutivi.

Non significa, tuttavia, che tutte le licenze accumulate possano essere automaticamente monetizzate. La nuova disciplina prevede infatti precise condizioni: il trattamento economico sostitutivo può essere riconosciuto alla cessazione del rapporto di lavoro, mentre l’Amministrazione è tenuta ad assicurare al dipendente la concreta possibilità di fruire delle ferie maturate.

Il datore di lavoro dovrà inoltre invitare formalmente il personale a usufruirne, informandolo tempestivamente delle conseguenze dell’eventuale mancata fruizione. Qualora quest’ultima dipenda da una scelta consapevole del lavoratore, debitamente dimostrata dall’Amministrazione, non sarà dovuta alcuna indennità.

Un principio fondamentale: il diritto al riposo deve essere effettivamente garantito e la sua mancata fruizione non può essere valutata prescindendo dalle responsabilità organizzative dell’Amministrazione.

AMUS: servono disposizioni applicative, non interpretazioni disomogenee

Per AMUS – Aeronautica, la priorità è evitare che una novità normativa di questa portata produca incertezze, disparità di trattamento o interpretazioni differenti tra Enti e Reparti. Per questo abbiamo chiesto a PERSOMIL di definire puntualmente:

  • le tipologie di licenza interessate dal nuovo istituto;

  • le modalità di programmazione e di invito formale alla fruizione;

  • la documentazione necessaria per dimostrare le circostanze che hanno impedito il godimento delle licenze;

  • gli obblighi informativi dell’Amministrazione;

  • le condizioni di applicabilità ai diversi rapporti di impiego e servizio.

L’obiettivo è garantire regole certe, trasparenti e uniformi, evitando che il riconoscimento di un trattamento economico dipenda da prassi amministrative non omogenee.

Gestione delle licenze: programmazione, responsabilità e rispetto dei diritti

Nel corso degli anni, AMUS – Aeronautica ha registrato, presso alcuni Enti, Distaccamenti e Reparti, criticità nella gestione delle licenze, riconducibili a prassi organizzative non sempre corrette, che hanno interessato, a vario titolo, anche diversi livelli della linea di comando.

È opportuno ribadire un principio fondamentale: il personale non può essere indiscriminatamente obbligato a utilizzare una determinata tipologia di licenza in sostituzione di un’altra, prescindendo dai rispettivi presupposti normativi e dalle specifiche esigenze individuali. La scelta dell’istituto più appropriato deve infatti avvenire nel rispetto delle disposizioni vigenti, delle differenti casistiche e delle esigenze personali e familiari del militare, ferma restando la necessaria compatibilità con le esigenze di servizio.

Al Comando compete invece una precisa responsabilità organizzativa: pianificare e programmare per tempo la fruizione delle licenze maturate, dando priorità allo smaltimento di quelle pregresse, evitando accumuli eccessivi che, nel tempo, possono determinare situazioni di sofferenza gestionale, difficoltà operative e potenziali contenziosi.

Una corretta programmazione costituisce, dunque, non soltanto uno strumento di tutela del personale, ma anche un elemento di buona amministrazione, capace di assicurare continuità operativa, equilibrio organizzativo e benessere individuale. La soluzione non è comprimere i diritti del personale, ma governare correttamente le risorse umane attraverso una pianificazione lungimirante.

In questa prospettiva, AMUS intende rivolgere un messaggio costruttivo anche ai Comandanti di Enti, Distaccamenti e Reparti: siamo a loro disposizione per fornire il necessario supporto tecnico e sindacale, favorire il confronto e contribuire a prevenire criticità che, con una gestione attenta e condivisa, possono essere affrontate prima che si trasformino in problemi. Perché tutelare il personale e sostenere chi ha responsabilità di comando sono due aspetti complementari di un’Amministrazione moderna, efficiente e responsabile.

Volontari in ferma prefissata: nessuno deve restare indietro

Un punto particolarmente significativo dell’intervento di AMUS riguarda i volontari in ferma prefissata. L’articolo 1502, comma 8, del Codice dell’ordinamento militare stabilisce la non monetizzabilità della licenza ordinaria per questa categoria, richiamando tuttavia una disposizione normativa che è stata successivamente modificata dalla legge n. 174/2026. È proprio su questo raccordo normativo che AMUS ha chiesto un chiarimento esplicito.

Mantenere un divieto assoluto per i volontari, a fronte di una disciplina generale che oggi ammette, a determinate condizioni, il riconoscimento dell’indennità sostitutiva, rischierebbe di determinare una contraddizione normativa e una possibile disparità di trattamento. La licenza ordinaria assolve alla medesima funzione di recupero psicofisico, indipendentemente dal grado, dal ruolo o dalla tipologia di ferma. Per AMUS, la dignità del servizio e la tutela dei diritti non possono dipendere dalla categoria di appartenenza.

Dalla norma alla sua applicazione: è qui che si misura l’efficacia della tutela sindacale

L’iniziativa non si limita a richiamare la nuova legislazione. AMUS ha infatti chiesto anche l’aggiornamento della circolare PERSOMIL n. 499444 del 23 dicembre 2020, affinché le disposizioni amministrative siano coerenti con il quadro normativo sopravvenuto. Si tratta di un passaggio essenziale: una legge può riconoscere nuove tutele, ma senza istruzioni applicative adeguate il personale rischia di incontrare difficoltà nel farle valere.

L’azione sindacale deve quindi intervenire tempestivamente, individuando le criticità prima che diventino contenziosi, proponendo soluzioni e sollecitando l’Amministrazione ad assumere determinazioni chiare. La stessa attenzione deve essere riservata alla gestione quotidiana delle risorse umane: una pianificazione efficace delle licenze non rappresenta un mero adempimento burocratico, ma una responsabilità gestionale che contribuisce direttamente al benessere del personale e all’efficienza dello strumento militare.

La linea di AMUS: competenza, equità e risultati concreti

AMUS – Aeronautica continua a perseguire un modello sindacale fondato sulla conoscenza delle norme, sull’interlocuzione istituzionale e sulla capacità di trasformare le esigenze del personale in proposte operative. Non servono annunci prematuri né promesse di benefici automatici che la legge non contempla. Servono certezza del diritto, uniformità applicativa, responsabilità organizzativa e tutela sostanziale del personale.

È con questo spirito che AMUS ha interessato formalmente PERSOMIL, coinvolgendo per conoscenza anche lo Stato Maggiore della Difesa e la Direzione Capitale Umano dell’Aeronautica Militare (clicca qui per leggere la lettera). Ora attendiamo le necessarie disposizioni applicative, affinché il nuovo quadro normativo possa trovare concreta e corretta attuazione anche nell’ordinamento militare.

Nel frattempo, continueremo a sostenere il personale e a offrire collaborazione ai Comandanti, nella convinzione che una buona amministrazione non si costruisca contrapponendo diritti ed esigenze operative, ma attraverso competenza, programmazione e responsabilità condivisa. Perché una tutela non si misura soltanto da ciò che una legge prevede, ma soprattutto dalla possibilità, per ogni militare, di beneficiarne realmente.

AMUS – Aeronautica, dalla parte di tutto il personale dell’Aeronautica Militare. Con competenza, responsabilità e concretezza.

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