Convegno Previdenza

AMUS a Roma: previdenza dedicata e libertà sindacale, ora dalle promesse bisogna passare ai fatti

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Dopo gli Stati Generali di Rimini, AMUS - Aeronautica torna al confronto con le principali organizzazioni del Comparto. Previdenza, revisione della legge 46/2022 e piena agibilità sindacale restano priorità non più rinviabili

Dopo gli Stati Generali del personale delle Forze di Polizia e Militari di Rimini, il confronto sul futuro del Comparto Difesa e Sicurezza prosegue a Roma. Nelle giornate del 30 settembre e 1° ottobre, presso il Grand Hotel Palace di Roma, si è svolta l’iniziativa “Le idee che costruiscono il domani”, promossa dalle organizzazioni sindacali della Guardia di Finanza SIAF, SILF e USIF, dedicata a due questioni centrali per il futuro delle donne e degli uomini in uniforme: libertà e relazioni sindacali e previdenza dedicata e complementare.

AMUS – Aeronautica ha partecipato al confronto attraverso la Dirigente Nazionale e componente della Segreteria Regionale Lazio, Tiziana Decataldo, portando la posizione dell’Associazione sui principali dossier ancora aperti.

Un ringraziamento va ai Segretari Generali e alle organizzazioni promotrici SIAF, SILF e USIF, per aver creato una nuova occasione di confronto tra le diverse realtà rappresentative del Comparto.

Previdenza dedicata: è questa la priorità

La posizione di AMUS – Aeronautica resta chiara: occorre distinguere nettamente la previdenza dedicata dalla previdenza complementare. Sono strumenti diversi, con finalità e soprattutto orizzonti temporali differenti. La previdenza complementare deve certamente essere costruita e potrà rappresentare uno strumento importante soprattutto per le nuove generazioni che entreranno nelle Forze armate nei prossimi anni, consentendo loro di programmare fin dall’inizio della carriera una maggiore sicurezza previdenziale.

Ma il personale che oggi è già in servizio ha bisogno di una risposta adesso. È qui che deve intervenire la previdenza dedicata: uno strumento capace di riconoscere concretamente la specificità del lavoro militare e del personale del Comparto Difesa e Sicurezza, compensando limiti ordinamentali, peculiarità professionali e percorsi previdenziali che non possono essere assimilati automaticamente a quelli della generalità del pubblico impiego. È la stessa distinzione posta da AMUS nel contributo portato al convegno: previdenza dedicata per dare risposta anche alle generazioni già in servizio e costruzione parallela della complementare soprattutto in prospettiva futura.

Per questo non può essere sufficiente rispondere al problema previdenziale attraverso un progressivo innalzamento della permanenza in servizio. Una simile prospettiva deve necessariamente confrontarsi con le esigenze di efficienza, prontezza operativa e funzionalità dello strumento militare.

La legge di bilancio 2026 ha già incrementato il fondo destinato alla cosiddetta previdenza dedicata di 20 milioni di euro per il 2026, 40 milioni annui dal 2027 al 2029 e 30 milioni annui dal 2030. Ma il punto, oggi, è costruire finalmente un sistema organico e strutturale.

Da Rimini è arrivata una nuova indicazione importante: il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha annunciato entro ottobre l’apertura del tavolo sulla previdenza dedicata. AMUS attende quindi che all’annuncio segua rapidamente la convocazione e che il confronto possa entrare finalmente nel merito delle soluzioni.

In vista della prossima legge di bilancio, tuttavia, permangono interrogativi sulla possibilità di individuare già nella manovra ulteriori risorse e strumenti capaci di imprimere alla previdenza dedicata l’accelerazione necessaria. Proprio per questo il tavolo annunciato assume un’importanza ancora maggiore: il tempo delle discussioni preliminari deve lasciare spazio alle scelte.

Legge 46/2022: il sindacalismo militare deve poter funzionare davvero

L’altro grande tema è la revisione della legge n. 46 del 2022. Il sindacalismo militare ha ormai superato la fase della nascita. Dopo questi primi anni di applicazione è possibile individuare con chiarezza limiti e criticità della disciplina vigente. Occorre quindi intervenire sulle agibilità e sulle prerogative sindacali, affinché le associazioni rappresentative possano esercitare pienamente e responsabilmente il mandato ricevuto dal personale.

Tra le questioni poste da AMUS vi sono le possibili penalizzazioni professionali, previdenziali e nei percorsi di avanzamento del personale in distacco sindacale. Chi dedica una parte della propria carriera alla rappresentanza dei colleghi non può essere posto, proprio per questo, in una condizione di svantaggio. Occorre inoltre eliminare ogni possibile zona d’ombra sulla tutela infortunistica dei dirigenti in distacco, disciplinare in maniera equilibrata l’eventuale impiego all’estero dei dirigenti sindacali e costruire relazioni sindacali periferiche realmente aderenti all’organizzazione delle singole Forze Armate.

Per AMUS il principio è semplice: una relazione sindacale è realmente efficace soltanto quando l’interlocutore possiede la capacità concreta di intervenire sul problema rappresentato altrimenti rischiamo di costruire procedure formalmente corrette ma incapaci di produrre risultati.Un Comparto, obiettivi comuni

Le iniziative di Rimini e Roma confermano anche un altro principio nel quale AMUS crede fortemente: nessuna organizzazione può affrontare da sola sfide di questa portata. Forze armate, Forze di polizia a ordinamento militare e Forze di polizia a ordinamento civile conservano identità, ordinamenti e peculiarità differenti, ma condividono numerosi problemi e soprattutto un principio fondamentale da preservare: l’equiordinazione del Comparto Difesa e Sicurezza. Proprio per questo continueranno nei prossimi giorni ulteriori momenti di confronto tra le principali organizzazioni rappresentative del Comparto.

Previdenza dedicata e concreta agibilità sindacale non possono più attendere. AMUS – Aeronautica chiede alla politica, al Governo e ai vertici delle Amministrazioni della Difesa, dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per trasformare gli impegni assunti in provvedimenti concreti. Dietro queste richieste ci sono centinaia di migliaia di donne e uomini che ogni giorno servono lo Stato, garantendone difesa, sicurezza e funzionalità.

Il confronto è indispensabile. Il dialogo istituzionale resta la strada maestra. Ma il confronto deve produrre risultati. Non è più sufficiente annunciare. Non è più sufficiente promettere. È arrivato il momento di decidere e realizzare.

AMUS – Aeronautica continuerà a partecipare responsabilmente a ogni tavolo nel quale sia possibile costruire soluzioni concrete. Ma sulle questioni fondamentali per il futuro del personale non arretrerà di un centimetro

Perché il sindacalismo non si misura dal rumore che riesce a produrre, ma dai risultati che riesce a costruire per le persone che rappresenta. E quando il confronto non produce risposte, AMUS saprà utilizzare, con determinazione e nel rispetto delle proprie prerogative, tutti gli strumenti a disposizione per far sentire la voce delle donne e degli uomini dell’Aeronautica Militare. 

AMUS – Aeronautica. Persone, diritti, futuro. Dalle promesse ai fatti.

 

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