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AMUS agli Stati Generali della Sicurezza: previdenza dedicata, diritti sindacali e unità del Comparto

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Da Rimini l’impegno a trasformare le dichiarazioni in risultati concreti

Agli Stati Generali del personale delle Forze di Polizia e Militari, organizzati dal SIAP a Rimini in occasione dei quarant’anni dalla sua fondazione, AMUS – Aeronautica ha partecipato con il Segretario Generale Aggiunto Stefano Giannuzzi e il Segretario Nazionale Annalea Spedicato.

L’iniziativa ha riunito organizzazioni sindacali e rappresentanze della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, delle Forze Armate, della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco, nel rispetto delle rispettive funzioni e responsabilità. Il programma ha posto a confronto i principali temi del Comparto: diritti, contratto, FESI, retribuzioni, pensioni e specificità.

AMUS ringrazia il Segretario Generale del SIAP Giuseppe Tiani per l’invito e per aver coinvolto l’Organizzazione in un appuntamento di particolare rilievo, arricchito dalla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani, nonché di rappresentanti del Parlamento, delle Amministrazioni e delle principali organizzazioni sindacali e rappresentanze del personale in uniforme. Un confronto di questo livello conferma l’esigenza di luoghi nei quali politica, Amministrazioni e parti sociali possano discutere del futuro del Comparto Sicurezza e Difesa.

Previdenza dedicata: dalle parole ai fatti

Per AMUS il primo banco di prova è la previdenza dedicata. Da Rimini è arrivata dal Ministro Zangrillo una nuova conferma dell’avvio del relativo tavolo di confronto: un passaggio importante per trasformare in percorso concreto uno degli impegni assunti dal Governo.

Tale risultato è anche il frutto della scelta di organizzazioni come AMUS che hanno sottoscritto responsabilmente il rinnovo contrattuale 2025-2027, utilizzando la firma non come punto di arrivo, ma come strumento per ottenere ulteriori impegni e aprire nuovi spazi di confronto. Tra questi rientrano la previdenza dedicata, la revisione della legge n. 46/2022 e il rafforzamento delle tutele e delle agibilità sindacali.

L’avvio del tavolo costituisce un primo riscontro significativo, ma il risultato dovrà essere misurato sui provvedimenti adottati e sulle risorse effettivamente stanziate.

La previdenza dedicata e la specificità riguardano tutto il personale: giovani e meno giovani, graduati, sergenti, marescialli e ufficiali, fino a chi si avvicina al termine della carriera. Non sono temi appartenenti a una categoria o a una generazione e non devono diventare terreno di contrapposizione generazionale. Le scelte di oggi incideranno soprattutto sulla sostenibilità delle pensioni future, in particolare per chi sarà maggiormente esposto agli effetti del sistema contributivo.

Senza un intervento strutturale, per alcune carriere il trattamento pensionistico potrebbe risultare sensibilmente inferiore all’ultima retribuzione, con divari che, nelle situazioni più penalizzanti, possono arrivare anche al 40%. È un rischio che il Comparto non può ignorare.

Una risposta diversa dalla sola previdenza complementare

Per AMUS non basta demandare la soluzione alla sola previdenza complementare. La previdenza dedicata deve essere una risposta strutturale alla specificità delle carriere militari e di polizia, caratterizzate da ordinamenti, limiti d’età e dinamiche professionali differenti rispetto alla generalità del pubblico impiego.

Un modello fondato esclusivamente sulla previdenza complementare porrebbe inoltre il problema del rapporto con gli attuali istituti di fine servizio e con l’eventuale passaggio dal TFS al TFR. Ogni intervento dovrà essere valutato con attenzione, affinché la costruzione di una nuova tutela non determini la perdita di condizioni oggi più favorevoli. Non si può risolvere una criticità previdenziale creandone un’altra.

La previdenza dedicata deve quindi essere costruita intorno alla specificità del lavoro militare e di polizia, sostenuta da risorse adeguate e capace di incidere concretamente sul futuro previdenziale del personale. Non deve tutelare chi va in pensione oggi contro chi vi andrà domani, ma entrambi.

AMUS: un sindacato trasversale

Questa è la prospettiva di AMUS – Aeronautica, sindacato generalista che rappresenta trasversalmente tutti i ruoli della Forza armata (UNICO IN AM). Secondo i dati richiamati dall’Organizzazione, AMUS può contare su una rappresentatività superiore alla soglia prevista del 4% in ciascun ruolo dell’Aeronautica Militare e su una rappresentatività nazionale complessiva pari a circa il 18% della forza effettiva del personale dell’Aeronautica Militare.

Sono dati differenti ma complementari, che testimoniano una rappresentanza realmente trasversale: AMUS non rappresenta un singolo ruolo, una categoria o una generazione, ma l’Aeronautica e tutto il suo personale.

Uniti sulle grandi battaglie del Comparto

Gli Stati Generali di Rimini hanno mostrato anche che, sulle questioni comuni, il Comparto deve saper agire insieme. Polizia e Forze armate mantengono ordinamenti, funzioni e peculiarità differenti, ma previdenza, specificità, valorizzazione economica e tutela del personale sono obiettivi sui quali maggiore coordinamento e capacità di interlocuzione rappresentano un vantaggio per tutti.

Il sindacalismo militare deve accelerare il proprio percorso di maturazione, superando divisioni, personalismi e contrapposizioni che rischiano di indebolirne il peso negoziale. L’esperienza delle organizzazioni sindacali della Polizia, maturata in oltre quarant’anni, conferma il valore dell’unità sugli obiettivi strategici, della capacità negoziale e di agibilità sindacali realmente esercitabili.

Essere uniti non significa rinunciare alle identità o alle specificità, ma riconoscere quando un obiettivo è comune e perseguirlo insieme.

Legge n. 46/2022: recuperare il divario

Resta pertanto centrale la revisione della legge n. 46/2022. Le attuali agibilità riconosciute alle APCSM presentano limiti che devono essere superati, affinché la rappresentanza sindacale militare disponga di strumenti realmente efficaci e possa ridurre progressivamente il divario rispetto a un sistema di relazioni sindacali che nella Polizia di Stato ha oltre quarant’anni di esperienza.

Il confronto promosso dal SIAP richiama la necessità di rendere più efficaci rappresentanza, contrattazione e interlocuzione istituzionale, nel rispetto delle diverse nature e missioni dei Comparti. Sarà quindi necessario continuare a lavorare per garantire alle organizzazioni sindacali militari agibilità adeguate all’effettivo esercizio della rappresentanza.

FESI: servono nuove risorse

Resta aperta anche la partita del FESI. Il programma degli Stati Generali ha confermato la trasversalità dei temi relativi a contratto, FESI, retribuzioni, pensioni e specificità.

Per AMUS occorre muoversi su due direttrici: recuperare ogni ulteriore risorsa possibile in via amministrativa e individuare nuovi stanziamenti attraverso i provvedimenti di finanza pubblica del 2026 e la prossima legge di bilancio. L’obiettivo è rafforzare progressivamente gli strumenti economici destinati al personale e dare contenuto concreto alla specificità, che non può restare soltanto un principio riconosciuto sulla carta.

Gli impegni devono diventare risultati

AMUS valuta positivamente il progressivo seguito agli impegni assunti dal Governo, ma chiede che il percorso sia portato fino in fondo. Previdenza dedicata, revisione della legge n. 46/2022, maggiori agibilità sindacali e rafforzamento delle risorse per il FESI saranno tra i principali terreni sui quali misurare i prossimi risultati.

Per AMUS – Aeronautica la firma di un contratto non conclude il percorso: significa assumersi una responsabilità, partecipare ai tavoli, ottenere impegni e lavorare perché diventino risultati verificabili per il personale.

La sfida riguarda tutti, dai più giovani a chi è prossimo al congedo: trasformare la specificità riconosciuta sulla carta in tutele economiche, previdenziali, professionali e sindacali concrete. È questa la cultura sindacale che AMUS intende portare ai tavoli: confronto, competenza, responsabilità e unità sugli obiettivi comuni del Comparto Sicurezza e Difesa.

La responsabilità si misura nella capacità di assumere impegni, seguirne l’attuazione e trasformarli in risultati concreti per tutto il personale.

Avanti tutta! AMUS – Aeronautica, un sindacato nato per unire e al servizio di tutti.

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