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AMUS interviene nuovamente con una lettera allo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare aprendo alla disponibilità per un confronto tecnico in merito
AMUS torna sulla questione della “Forza Effettiva Non Organica” (F.E.N.O.), già oggetto di un nostro precedente intervento inoltrato alla Direzione per l’Impiego del Personale dell’Aeronautica Militare lo scorso 9 febbraio (clicca qui per leggere la nostra lettera), a seguito delle numerose segnalazioni pervenute in merito al trattamento amministrativo ed economico del personale corsista.
Va ricordato come l’istituto della F.E.N.O. sia subentrato, ormai da tempo, alla precedente “Forza Aggregata Non Effettiva” (F.A.N.E.), nel tentativo di razionalizzare le posizioni di forza del personale impiegato presso gli istituti di Forza armata, ma le criticità amministrative non sono state del tutto superate.
DISPARITÀ DI TRATTAMENTO
Il problema nasce da segnalazioni secondo cui, a fronte di situazioni identiche, gli Enti amministrativi applicano soluzioni difformi: alcuni riconoscono solo il vitto, altri vitto e alloggio, altri ancora l’intero trattamento economico di missione. Una disomogeneità che si traduce in un concreto pregiudizio economico per i militari coinvolti.
Alla base di questa incertezza vi sarebbe un’interpretazione controversa dell’art. 455 del Codice dell’Ordinamento Militare, avallata dalla circolare interna OD1. Secondo tale lettura, il personale frequentatore di corsi rientrerebbe in una presunta posizione di “FENO”, categoria che comporterebbe l’esclusione dal trattamento economico di missione.
CRITICITÀ AMMINISTRATIVE ANCORA IRRISOLTE
AMUS contesta questa ricostruzione sotto il profilo della gerarchia delle fonti normative. L’art. 455 del COM disciplina infatti solo le posizioni di forza effettiva e forza aggregata, senza menzionare alcuna categoria “FENO”. Una circolare amministrativa, per sua natura interpretativa e organizzativa, non può introdurre categorie giuridiche estranee alla norma primaria né limitare diritti economici riconosciuti dalla legge.
LE RICHIESTE DI AMUS
Sulla base di questo principio, riteniamo che il personale inviato fuori sede per esigenze di servizio debba mantenere il diritto al vitto, all’alloggio e, ove ne ricorrano i presupposti, all’indennità di missione (L. 838/73) o all’indennità di marcia (art. 13, DPR 56/2022).
Nella nuova comunicazione inviata allo Stato Maggiore dell’Aeronautica (clicca qui per leggere la lettera), AMUS rinnova la propria disponibilità ad un confronto tecnico con l’Amministrazione, con l’obiettivo di arrivare a un indirizzo interpretativo unico e tempestivo, capace di garantire certezza applicativa agli Enti e tutela adeguata al personale.
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