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Una questione di coerenza normativa e dignità professionale per VFI, VFT e VFP4
Con l’entrata in vigore del DPR 52/2025, il quadro delle indennità accessorie del personale militare ha introdotto una novità rilevante: l’indennità per il lavoro notturno, disciplinata dall’art. 12, pari a 18 euro per ogni turno svolto nella fascia 22:00–06:00. Una misura pensata per compensare il disagio operativo legato all’impiego in orario notturno.
Ad oggi, tuttavia, non è ancora chiarita l’applicabilità dell’indennità al personale non contrattualizzato — VFI, VFT e VFP4 — nonostante questi militari siano impiegati regolarmente in servizi notturni con modalità del tutto analoghe al personale in servizio permanente.
Nella lettera indirizzata allo Stato Maggiore Difesa e allo Stato Maggiore Aeronautica (clicca qui per leggerla), AMUS ha sottolineato come l’estensione dell’indennità notturna al personale non contrattualizzato rappresenti una necessità sia sul piano operativo sia su quello giuridico. Dal punto di vista organizzativo, è stato evidenziato che i militari in ferma prefissata (VFP) svolgono turni notturni del tutto analoghi a quelli del personale contrattualizzato, con gli stessi compiti, gli stessi ritmi e le medesime responsabilità. Escludere questa categoria dal riconoscimento economico previsto dal DPR 52/2025 significherebbe introdurre una disparità di trattamento ingiustificata, in aperto contrasto con il principio europeo secondo cui, a parità di lavoro e condizioni, deve corrispondere la stessa indennità. Una scelta di questo tipo rischierebbe inoltre di incidere negativamente sulla motivazione del personale più giovane, già impegnato in un contesto operativo particolarmente gravoso.
Sul piano giuridico, AMUS ha richiamato la coerenza sistematica dell’indennità notturna con i principi sanciti dalla Legge n. 78/1983 e dall’articolo 1792 del Codice dell’Ordinamento Militare (COM), che estendono al personale in ferma le indennità operative destinate a compensare rischi e disagi connessi alle diverse situazioni di impiego. Il disagio derivante dal servizio notturno non varia in base allo status giuridico del militare: è identico per chiunque presti servizio nella fascia 22:00–06:00. Ignorare questa evidenza significherebbe creare una frattura ingiustificata nel sistema retributivo, contraddicendo la logica stessa che ispira le indennità operative.
Dal 1º gennaio 2026, l’art. 2262‑quater del COM ha avviato un processo di allineamento del trattamento economico dei volontari, introducendo per i VFP4 (e successivamente per i VFT):
- stipendio e assegni fissi all’80% dell’Aviere Capo in SPE;
- straordinario al 70%;
- CFI/CFG al 70%;
- indennità operative all’80%.
Un percorso di armonizzazione che rende ancor più logico e coerente includere anche l’indennità notturna.
Per AMUS, riconoscere l’indennità notturna ai volontari non è solo una questione economica: è un tema di giustizia professionale, dignità del lavoro e rispetto delle condizioni operative reali.
AMUS continuerà a seguire l’iter e a sollecitare una soluzione che garantisca pari diritti a chi svolge pari servizio.
ISCRIVITI ad AMUS. Il Sindacato dell’Aeronautica che lavora per garantire il benessere di ogni ruolo, grado e categoria di personale, senza illudere i colleghi promettendo l’inverosimile ma, soprattutto, senza alimentare sterili divisioni interne.
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