Incentivi Per Funzioni Tecniche

Incentivi per funzioni tecniche: AMUS scrive al Ministro della Difesa

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Necessario sbloccare le spettanze pregresse del personale militare

Negli ultimi mesi stanno aumentando le segnalazioni e le richieste di chiarimento da parte di numerosi colleghi in merito agli incentivi per le funzioni tecniche spettanti al personale militare della Difesa nell’ambito delle procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture.

Si tratta di una questione complessa che coinvolge il passaggio normativo tra il previgente Codice dei contratti pubblici di cui al D.Lgs. 50/2016 e il nuovo impianto introdotto dal D.Lgs. 36/2023, con particolare riferimento alle spettanze maturate negli anni precedenti e mai concretamente liquidate.

Il quadro normativo di riferimento

Come noto, l’art. 113 del D.Lgs. 50/2016 aveva introdotto un sistema incentivante volto a valorizzare le professionalità tecniche interne alle amministrazioni pubbliche, prevedendo la costituzione di specifici fondi destinati alla remunerazione delle attività tecniche svolte dal personale interno nell’ambito delle procedure contrattuali.

La ratio della norma era chiara:

  • valorizzare le competenze tecniche interne;
  • incentivare l’assunzione di responsabilità amministrative e procedurali;
  • premiare il personale impegnato nelle attività di programmazione, progettazione, verifica, esecuzione e collaudo.

Tuttavia, il successivo riassetto normativo operato con il D.Lgs. 36/2023 ha determinato rilevanti criticità interpretative e applicative, soprattutto con riferimento alla concreta possibilità di riconoscere gli incentivi tecnici al personale avente titolo nell’ambito dell’Amministrazione Difesa.

Le criticità applicative nella Difesa

La questione assume particolare rilevanza nella Difesa, dove numerose funzioni tecniche e responsabilità amministrative vengono quotidianamente attribuite a personale militare chiamato a operare in contesti di elevata complessità tecnica, organizzativa e gestionale.

Nel tempo, le difficoltà interpretative e il mancato coordinamento regolamentare e finanziario hanno prodotto:

  • rallentamenti nelle procedure amministrative e contabili;
  • incertezze applicative;
  • ritardi nella liquidazione delle spettanze maturate dal personale.

Le problematiche non riguardano soltanto il nuovo Codice dei contratti pubblici, ma investono anche le posizioni pregresse riferite agli anni antecedenti all’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023.

Le attività ricognitive già svolte dalla Difesa

Documentazione e attività amministrative già sviluppate dalle competenti articolazioni della Difesa negli anni 2022-2023 avevano peraltro già evidenziato:

  • la necessità di procedere alla ricognizione e quantificazione delle risorse destinate al Fondo per le funzioni tecniche;
  • l’individuazione del personale potenzialmente avente titolo;
  • la presenza delle attività propedeutiche necessarie al successivo riconoscimento economico degli incentivi;
  • la necessità di subordinare la fase liquidatoria alla conclusione dell’iter regolamentare e finanziario.

Le medesime attività amministrative confermavano inoltre come la problematica interessasse:

  • sia il periodo disciplinato dall’art. 113 del D.Lgs. 50/2016;
  • sia i periodi antecedenti riconducibili al previgente quadro normativo in materia di contratti pubblici.

Una situazione che penalizza il personale militare

Le successive evoluzioni normative hanno sostanzialmente confermato la necessità di superare le originarie rigidità interpretative relative all’applicabilità degli incentivi tecnici al personale. Tuttavia, il ritardo accumulato nel coordinamento regolamentare, finanziario e applicativo continua oggi a produrre effetti penalizzanti nei confronti del personale militare che, negli anni, ha regolarmente svolto incarichi tecnici e funzioni ad elevata responsabilità nell’interesse dell’Amministrazione.

Molti militari hanno infatti operato nell’ambito di procedure contrattuali complesse, assumendo responsabilità tecniche, amministrative e procedurali formalmente conferite dall’Amministrazione e contribuendo concretamente al corretto funzionamento dell’azione amministrativa della Difesa.

La posizione di AMUS

AMUS ritiene che la questione debba essere affrontata con urgenza attraverso un intervento politico-amministrativo chiaro e risolutivo.

Non può essere il personale militare a subire le conseguenze di:

  • ritardi regolamentari;
  • disallineamenti amministrativi;
  • incertezze interpretative;
  • mancate armonizzazioni tra dicasteri.

Per questo motivo, AMUS ha formalmente interessato il Ministro della Difesa, con informativa alle competenti autorità istituzionali (clicca qui per leggere lettera), chiedendo:

  • il necessario coordinamento tra Ministero della Difesa e Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • l’individuazione delle risorse necessarie alla copertura delle spettanze pregresse;
  • la definizione di procedure straordinarie e uniformi per la liquidazione degli incentivi maturati dal personale avente titolo;
  • una soluzione equa, tempestiva e deflattiva del potenziale contenzioso.

Evitare un contenzioso dannoso per tutti

Il protrarsi dell’attuale situazione rischia inevitabilmente di determinare:

  • un vasto contenzioso da parte del personale avente titolo;
  • possibili aggravi economici per l’Amministrazione;
  • ulteriori tensioni interne;
  • un progressivo deterioramento del rapporto fiduciario e del sentimento di appartenenza del personale nei confronti dell’Istituzione.

È quindi necessario evitare che una problematica originata principalmente da ritardi amministrativi e da una mancata armonizzazione normativa finisca per trasformarsi in un inutile conflitto giudiziario che esporrebbe l’Amministrazione Difesa a potenziali soccombenze e aggraverebbe ulteriormente il clima interno.

AMUS continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela concreta dei diritti e delle aspettative di TUTTO il personale militare.

Non perdere altro tempo, ISCRIVITI ad AMUS e dai forza all’UNICO SINDACATO in Aeronautica Militare rappresentativo sia dei Contrattualizzati che dei Dirigenti militari.

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