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Organismi di Protezione Sociale dell’Aeronautica Militare: AMUS risponde all’On. Borrelli

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Le dichiarazioni sul lido militare di Licola impongono una riflessione: gli Organismi di Protezione Sociale non sono privilegi, ma strumenti di welfare che sostengono il personale militare e le loro famiglie

Negli ultimi giorni abbiamo assistito all’ennesimo attacco mediatico nei confronti degli Organismi di Protezione Sociale dell’Aeronautica Militare, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’On. Francesco Emilio Borrelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, durante una visita presso lo stabilimento balneare dell’Aeronautica Militare di Licola.

Pur nel pieno rispetto del ruolo ispettivo e delle prerogative di ogni parlamentare, riteniamo doveroso intervenire quando il dibattito pubblico rischia di trasmettere un messaggio fuorviante, facendo apparire gli Organismi di Protezione Sociale come privilegi di una presunta ‘casta’.

La realtà è ben diversa.

Gli Organismi di Protezione Sociale (OPS) non sono privilegi, né regali pagati dai cittadini. Sono strumenti di welfare destinati al personale militare e ai loro familiari, istituiti proprio per compensare, almeno in parte, le particolari condizioni di servizio che caratterizzano la professione militare.

Nel caso dello stabilimento balneare di Licola, così come per le foresterie, i rifugi montani, i circoli e le altre strutture analoghe esistenti nelle Forze Armate, il personale non usufruisce gratuitamente dei servizi, ma paga quote e tariffe calmierate rispetto ai prezzi normalmente praticati sul mercato.

Si tratta di un modello di welfare che non riguarda esclusivamente il comparto Difesa. Molte amministrazioni pubbliche, enti e aziende partecipate mettono a disposizione dei propri dipendenti circoli ricreativi, convenzioni, strutture balneari, servizi turistici e iniziative di welfare aziendale. Nessuno considera questi strumenti un privilegio.

Perché dovrebbe esserlo soltanto quando riguarda i militari?

La risposta è semplice: troppo spesso si dimentica cosa significhi essere un militare.

Il personale delle Forze Armate vive una condizione professionale profondamente diversa rispetto a quella della generalità dei lavoratori. È soggetto a trasferimenti frequenti, mobilità continua sul territorio nazionale e all’estero, reperibilità, impieghi operativi, limitazioni di numerosi diritti e disponibilità permanente al servizio dello Stato, con inevitabili ripercussioni sulla vita personale e familiare.

Questa è la specificità militare, riconosciuta anche dal legislatore.

Gli Organismi di Protezione Sociale nascono proprio per dare una risposta concreta a queste esigenze, offrendo servizi a costi sostenibili a donne e uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza del Paese.

Non sono un lusso. Non sono una rendita di posizione. Non sono un privilegio. Sono un sostegno.

Peraltro, il personale militare è libero di scegliere. Nessuno è obbligato a frequentare queste strutture: chi lo desidera può rivolgersi liberamente al mercato privato, sostenendone integralmente i costi.

Ma è evidente che, con gli attuali livelli retributivi del comparto Difesa, poter contare su servizi a prezzi calmierati rappresenta un aiuto concreto per tante famiglie militari.

Da anni le organizzazioni sindacali chiedono un progressivo adeguamento delle retribuzioni italiane agli standard dei principali Paesi europei, affinché venga finalmente riconosciuto anche economicamente il valore del servizio prestato.

Fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto, gli Organismi di Protezione Sociale continueranno a rappresentare uno strumento importante di sostegno al personale.

Naturalmente, se vi fossero eventuali irregolarità amministrative, edilizie o di altra natura, sarà compito delle autorità competenti accertarle e adottare gli eventuali provvedimenti previsti dalla legge.

Ma sarebbe un grave errore trasformare eventuali contestazioni su singole situazioni nella delegittimazione di un intero sistema di welfare costruito negli anni per sostenere chi serve lo Stato con disciplina, onore e spirito di sacrificio.

Noi continueremo a difendere questi strumenti, perché difendere gli Organismi di Protezione Sociale significa difendere le migliaia di donne e uomini dell’Aeronautica Militare e delle Forze Armate che ogni giorno mettono il bene del Paese davanti ai propri interessi personali.

Le vere disuguaglianze non si combattono togliendo tutele a chi già affronta sacrifici straordinari. Si combattono garantendo dignità a tutti.

AMUS continuerà a farlo, con serietà, competenza e senza cedere alla demagogia.

Se condividi questa visione e credi che il personale militare meriti di essere rappresentato con equilibrio, competenza e determinazione, unisciti ad AMUS.

Più siamo, più forte sarà la nostra voce ai tavoli istituzionali e maggiore sarà la capacità di difendere i diritti, il welfare e la dignità delle donne e degli uomini dell’Aeronautica Militare.

AMUS. Dalla parte dei militari. Sempre.

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