WhatsApp Image 2026 07 16 At 17.46.19

Sottoscrizione del Contratto 2025-2027: le ragioni del sì di AMUS

Condividi su:
Da smartphone e tablet per una migliore lettura ruota il dispositivo

Una scelta di responsabilità a tutela del personale militare, oltre la demagogia di chi rincorre il facile consenso

Il rinnovo contrattuale 2025-2027 del Comparto Difesa e Sicurezza rappresenta un risultato concreto per il personale militare. Pur non risolvendo tutte le criticità economiche e previdenziali che da anni gravano sul comparto, introduce miglioramenti immediati e stabili, e soprattutto impegna formalmente il Governo ad aprire tavoli di confronto su questioni decisive per il futuro delle donne e degli uomini in uniforme.

La decisione di sottoscrivere il contratto (sottoscrizione ipotesi di accordo sindacale FF.AA.) deve essere letta come uno strumento per consolidare quanto ottenuto e rafforzare la capacità delle APCSM di pretendere l’attuazione degli impegni assunti. AMUS ha scelto di firmare con coerenza e senso di responsabilità, senza alimentare illusioni, senza inseguire obiettivi irrealizzabili e senza screditare il lavoro delle altre sigle sindacali. Per noi, questo è fare sindacato.

Incrementi economici: un beneficio reale e permanente

Il primo elemento di rilievo riguarda gli incrementi sul trattamento economico. Dal 1° gennaio 2027 il valore del punto parametrale sarà portato a 207,51, con effetti diretti su stipendio, tredicesima, trattamento di quiescenza, buonuscita e relative ritenute previdenziali e assistenziali.

A regime, le retribuzioni lorde passeranno da 21.840,43 € annui per il Graduato a 31.230,26 € per il Capitano. L’incremento netto è di circa 100 euro mensili per il Graduato e 135 euro per il Capitano, oltre agli arretrati. Si tratta di aumenti strutturali, che incidono nel tempo anche sul trattamento pensionistico e di fine servizio: soldi veri per il personale militare.

Un elemento spesso trascurato nel dibattito è il potere d’acquisto: senza la firma, questi aumenti non sarebbero entrati in busta paga prima del 2028, con una perdita secca per il personale. Firmare significa evitare un ulteriore anno di attesa e di erosione salariale.

Previdenza: un tavolo dedicato entro 90 giorni

La firma dell’accordo rende vincolante l’impegno del Governo ad aprire, entro 90 giorni, un tavolo specifico sulla previdenza, tema cruciale per il futuro di tutti i militari. Vi parteciperanno i Ministeri competenti e le APCSM rappresentative, riconoscendo finalmente alle associazioni militari un ruolo diretto su una materia essenziale e attesa da tempo.

È importante ricordare che tutte le sigle del comparto avevano chiesto l’apertura del tavolo sulla previdenza dedicata. Il Governo ha accolto questa richiesta: protestare oggi, prima ancora di verificare il rispetto degli impegni, significherebbe trasformare l’azione sindacale in una battaglia politica priva di fondamento.

FESI: un potenziamento strutturale

Il contratto prevede inoltre un rafforzamento del Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, con incrementi previsti di 2.658.794 euro per il 2025, 3.648.740 euro per il 2026 e 10.655.483 euro annui dal 2027. Risorse aggiuntive destinate a rafforzare la contrattazione sulle prestazioni e sugli istituti accessori.

Anche su questo punto, le richieste delle APCSM sono state accolte integralmente: ulteriori risorse non erano realisticamente ottenibili, come chiarito dalla Funzione Pubblica durante il confronto negoziale.

Scadenze, verifiche e obiettivi

L’accordo definisce tempi, soggetti coinvolti e obiettivi. Nel luglio 2027 il Governo incontrerà le organizzazioni e le APCSM firmatarie per una verifica congiunta dell’andamento delle retribuzioni, valutando la reale tenuta del potere d’acquisto e non solo gli aumenti nominali. Tale verifica dovrà costituire la base per rivendicare ulteriori correttivi nel successivo ciclo negoziale.

Da settembre 2026 sono inoltre previsti incontri con le APCSM e i Ministeri interessati per esaminare l’adeguamento della legge n. 46/2022, includendo il secondo livello di contrattazione e nuove forme di partecipazione sindacale. Temi che incidono direttamente sulla capacità di rappresentare il personale e trasformare le esigenze dei militari in risultati negoziali concreti.

 

Secondo livello di contrattazione: un passaggio decisivo

La contrattazione di secondo livello è fondamentale per rendere effettiva la tutela del personale. Oggi si traduce principalmente nel FESI; l’obiettivo è avvicinarla progressivamente al modello della Polizia di Stato, introducendo forme di negoziazione decentrata e su base areale tra dirigenze sindacali e amministrazioni.

Per legge, a tali tavoli potranno partecipare solo le organizzazioni firmatarie. AMUS, sindacato del “fare”, aveva quindi il dovere di esserci: per non lasciare indietro nessuno e per continuare a offrire un contributo concreto, costruttivo e propositivo.

Chi ha scelto di non firmare si è autoescluso da questa opportunità di rappresentanza e confronto. Una scelta che rivela un diverso modo di intendere l’azione sindacale e che porta inevitabilmente a interrogarsi sulle priorità che orientano tali posizioni.

 

Un atto di responsabilità, non di accondiscendenza

Sottoscrivere il contratto significa assumersi una responsabilità, lontano da populismi sterili e dalla mera ricerca di iscrizioni. Ciò che conta oggi è mettere risorse nelle tasche del personale, senza ulteriori rinvii e senza rischiare di perdere fondi già disponibili.

Per AMUS, il sì all’accordo risponde all’interesse del personale del Comparto Difesa e Sicurezza. La firma rafforza le rivendicazioni, perché consente di partire da basi concrete per chiedere retribuzioni adeguate, un FESI più solido, maggiore agibilità sindacale e una previdenza dedicata che riconosca pienamente la specificità della condizione militare. Con il nostro lavoro costruiamo il presente e il futuro del personale militare, con fatti e non con false aspettative.

La firma non è un atto di accondiscendenza verso il Governo, né una rinuncia alle legittime rivendicazioni. Come ribadito da ogni livello della dirigenza AMUS – dai tavoli negoziali alle assemblee nelle basi – è emersa chiaramente la richiesta del personale di chiudere l’accordo il prima possibile, per non perdere tempo e risorse

Pretendiamo il rispetto degli impegni e, se necessario, manifesteremo il nostro dissenso anche nelle piazze, dando voce con fermezza alle istanze del personale militare. La protesta è uno strumento essenziale dell’azione sindacale quando gli impegni vengono disattesi, non prima. Oggi, quei presupposti non esistono. Per questo motivo, è legittimo chiedersi quale sia oggi il reale obiettivo delle sigle che non hanno firmato: ottenere risultati o cavalcare il malcontento per aumentare il consenso?

La nostra missione

NOI LAVORIAMO PER LA GENTE, TUTTA, con fatti e azioni concrete. Un sindacato che si autoesclude dai tavoli, che non porta risorse al personale e che dice NO a prescindere – pur sapendo che ciò non produrrà un solo centesimo in più – non fa il bene dei militari. E questo, oggi, non possiamo permettercelo.

ISCRIVITI ad AMUS, il sindacato militare di TUTTI!

#amusaeronautica

#sindacatomilitare

#aeronauticamilitare

#contratto25-27

#firma

I Commenti per gli Articoli sono disabilitati.