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La quasi totalità degli impegni sottoscritti è stata onorata. Restano da consolidare specificità, previdenza e riordino delle carriere per rendere il modello Difesa realmente attrattivo
A distanza di mesi dalla sottoscrizione del contratto 2022–2024 per il personale non dirigente, riteniamo doveroso fornire ai nostri iscritti e a tutti i militari un aggiornamento chiaro e trasparente sullo stato di attuazione degli impegni assunti da Governo e Difesa a margine dell’accordo.
Possiamo affermarlo con serenità e senso di responsabilità: la quasi totalità degli impegni sottoscritti è stata onorata o è in fase avanzata di attuazione.
Grazie alla nostra capacità di grande dialogo e presenza istituzionale, al confronto continuo con lo Stato Maggiore della Difesa, con le Direzioni competenti e con i livelli politici, siamo riusciti a trasformare molte dichiarazioni d’intenti in provvedimenti concreti.
Sono stati definiti interventi significativi in materia di disciplina della genitorialità, omogenizzazione di alcune misure organizzative legate ai servizi, separazione a monte del bacino dello straordinario (fondamentale per dare seguito alla nostra proposta di valorizzazione della dirigenza con svincolo dal meccanismo della presenza e, di fatto, dallo straordinario) inserimento di disposizioni strategiche nei provvedimenti normativi in corso e rafforzamento di strumenti di sostegno al personale (clicca qui per leggere le misure degli impegni al contratto in parola).
Altre misure, pur condivise nel merito, richiedono tempi tecnici legati ai passaggi normativi o alle valutazioni finanziarie ancora in corso, come ad esempio le risorse da destinare per la sottoscrizione di ulteriori polizze integrative per la tutela legale e professionale, l’incremento dei fondi per gli straordinari ed il FESI (in un’ottica di graduale anemizzazione di istituti forfettari come CFI/CFG), l’adeguamento delle risorse per la L. 86/2001 legata al trasferimento dei militari, maggiorazione diarie di missione estere, etc.
Restano tuttavia alcuni impegni – non meno importanti – che necessitano di uno sforzo ulteriore, con riguardo soprattutto all’emanazione di misure omogenee per la Difesa relativamente alla flessibilità in ingresso e uscita sul lavoro e a una seria razionalizzazione delle indennità operative oggi presenti.
In particolare, parliamo poi di interventi strutturali su specificità militare, previdenza, riordino dei ruoli e delle carriere e politiche generali di defiscalizzazione per il personale del Comparto Difesa e Sicurezza.
Su questi fronti non basta la volontà tecnica dell’Amministrazione: occorre una scelta politica chiara, forte e soprattutto bipartisan. Servono risorse adeguate e una visione strategica di medio-lungo periodo e, per tale ragione, siamo fiduciosi nelle parole del Ministro della Difesa e del Ministro dell’Economia sul cd. “terzo tempo della legge di bilancio”.
Il modello Difesa sta attraversando una fase di trasformazione profonda. Se vogliamo restare agganciati ai cambiamenti sociali, tecnologici e generazionali, dobbiamo rendere il Comparto realmente competitivo e attrattivo.
Il panorama giovanile è sempre più distante dalle logiche tradizionali del settore pubblico e, in particolare, da quelle del comparto militare. Per questo il riordino delle carriere, il riconoscimento concreto della specificità e un sistema previdenziale coerente con le responsabilità assunte non sono rivendicazioni corporative: sono condizioni di sistema!
Noi continueremo con spirito costruttivo per tradurre la specificità del mondo militare in un sistema di opportunità e tutele a favore del personale, a fare la nostra parte con equilibrio, fermezza e spirito costruttivo.
Abbiamo dimostrato che il dialogo istituzionale serio produce risultati. Ora è il momento che la politica, tutta, compia il passo successivo.
Mantenere gli impegni non significa solo rispettare un contratto: significa rafforzare la credibilità dello Stato verso chi indossa l’uniforme e costruire una Difesa moderna, sostenibile e realmente appetibile per le nuove generazioni.
Continuate a seguire e a dare forza al VOSTRO Sindacato azzurro, il Sindacato di TUTTI e al servizio della gente in armi.


