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Elevate professionalità troppo spesso inutilizzate
AMUS – Aeronautica si fa portavoce del personale della categoria OPERAZIONI, specialità FORZE DI PROTEZIONE E SPECIALI, dopo aver riscontrato una diffusa situazione di malcontento tra i propri appartenenti, in particolare tra i qualificati DT (Difesa Terrestre).
Con una lettera indirizzata al vertice della Forza armata, l’Associazione intende accendere i riflettori su una problematica che, ormai da anni, penalizza professionalità e specificità del personale.
Leggi la lettera al seguente link: (LEGGI LETTERA PDF).
Da tempo si è consolidata una situazione divenuta insostenibile. Premesso che, all’interno di questa specialità della Forza Armata, il ventaglio delle qualifiche comprende ulteriori elevate professionalità – quali Fuciliere dell’Aria, Incursore e STO/S – la problematica risiede nel fatto che tali figure, anziché operare in modo sinergico e complementare, risultano spesso sovrapposte, soprattutto nei contesti lavorativi di rilevanza NATO e nei teatri operativi OFCN.
La conseguenza è che, troppo spesso, i qualificati DT (Difesa Terrestre) vengono di fatto sottoutilizzati, non trovando collocazione in tali ambiti, a tutto detrimento dell’arricchimento del proprio percorso di carriera e del relativo bagaglio professionale. L’impiego in OFCN o all’estero, infatti, costituisce esperienza fondamentale per la costruzione di un solido background lavorativo, come peraltro accade per altre specialità del panorama aeronautico.
Si pensi quindi alle aspettative di un giovane arruolato, cresciuto con il mito della V.A.M., categoria che, negli anni ’80 e ’90, rappresentava il fiore all’occhiello della difesa delle installazioni aeronautiche. Emblematica, in tal senso, la notte di Sigonella, così come i racconti di familiari appartenuti alla categoria S.O.D.T., i cui membri sono stati impiegati, in un passato neppure troppo remoto, in teatri operativi di primo piano quali Kosovo, Iraq e Afghanistan, per citarne solo alcuni.
Oggi, invece, quel giovane dovrà fare i conti con una realtà ben diversa: difficilmente riuscirà a essere impiegato in enti NATO o in teatri operativi fuori dai confini nazionali, poiché tali posizioni, quando previste, sono spesso ricoperte da personale di altre specialità con il quale si sarebbe dovuto (e ancora si potrebbe) operare in stretto coordinamento, e non essere da costoro costantemente sopravanzati.
AMUS ritiene che il tema rivesta un’importanza primaria, anche alla luce delle attuali dinamiche geopolitiche che il nostro Paese sta affrontando in questo delicato periodo storico. Il superamento della contrazione dei volumi organici della Forza Armata passa necessariamente anche dalla percezione, da parte del personale, di una vita professionale appagante e motivante.
Siamo certi che l’argomento verrà esaminato dal vertice militare con equilibrio, spirito solidale e quella sensibilità già dimostrata in molteplici precedenti circostanze, quali, ad esempio, la regolamentazione dell’orario dei turni di servizio H24 e l’impiego dei volontari.
Continueremo a vigilare con attenzione affinché, in ogni E/D/R della Forza Armata, si possa migliorare concretamente la qualità della vita di tutte le donne e gli uomini in uniforme, di ogni ruolo e grado.
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