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Disparità procedurali nei concorsi per Ufficiali del ruolo Speciale

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AMUS scrive alla Direzione Generale per il Personale Militare

AMUS, in qualità di Associazione Professionale a Carattere Sindacale Militare rappresentativa del personale dell’Aeronautica Militare, con una lettera inviata alla Direzione Generale per il Personale Militare (clicca qui per leggerla) intende portare all’attenzione delle autorità competenti in tema di reclutamento, una questione di significativa rilevanza giuridica e di opportunità istituzionale riguardante le procedure concorsuali per il reclutamento degli Ufficiali del Ruolo Speciale dell’Aeronautica Militare.

I concorsi per il reclutamento degli Ufficiali del Ruolo Speciale dell’Aeronautica Militare si articolano in diverse procedure riservate a categorie differenti di personale già in servizio. In particolare, risultano banditi già concorsi riservati ai Luogotenenti e ai Primi Marescialli, nonché concorsi riservati ad altre categorie di personale militare. Dall’analisi dei bandi di concorso emerge una evidente e ingiustificata asimmetria procedurale; infatti, mentre per i Luogotenenti e i Primi Marescialli la prova di cultura generale consiste in un test a risposta multipla, per le altre categorie di candidati la medesima prova consiste in un componimento scritto tradizionale.

Tale disparità risulta ancor più irragionevole in quanto il concorso è finalizzato all’accesso al medesimo ruolo, sicché le funzioni da svolgere da parte dei vincitori dei due concorsi risultano identiche. Inoltre, mentre la prova tecnico-professionale è uniformata per tutte le categorie di candidati, la sola prova di cultura generale presenta modalità di svolgimento differenziate.

A nostro avviso, la disparità di trattamento sopra descritta configura una chiara violazione dei principi costituzionali che governano l’accesso al pubblico impiego e, in particolare, al pubblico impiego militare. La giurisprudenza costituzionale (art. 3) ha infatti costantemente affermato che il principio di uguaglianza è violato quando situazioni sostanzialmente identiche vengono disciplinate in modo diverso senza che tale differenziazione trovi giustificazione in elementi oggettivi e razionali; nel caso di specie, candidati che aspirano al medesimo ruolo, con identiche funzioni e responsabilità, vengono sottoposti a modalità di valutazione radicalmente diverse per una medesima prova concorsuale.

Non sussistendo alcuna giustificazione razionale che possa legittimare tale disparità, il diverso ruolo di provenienza dei candidati non può costituire elemento idoneo a giustificare una differenziazione nelle modalità di accertamento della cultura generale, fermo restando che tale requisito deve essere verificato in modo omogeneo per tutti coloro che aspirano a ricoprire il medesimo ruolo.

Anche il TAR Lazio, con sentenza N. 993/2021, ha chiarito che qualsiasi irregolarità che determini un’alterazione dei criteri predeterminati di svolgimento delle prove concorsuali risulta illegittima, mentre il Consiglio di Stato ha costantemente ribadito l’importanza dell’oggettività nelle prove concorsuali per evitare elementi di soggettività che possano alterare l’equità della selezione.

Il principio di imparzialità richiede che le procedure concorsuali siano strutturate in modo da garantire la massima oggettività nella valutazione dei candidati, minimizzando gli elementi di discrezionalità e soggettività, come previsto dall’art. 35 del d.lgs. n. 165 del 2001.

Nel caso in esame, la scelta di sottoporre alcuni candidati a un test a risposta multipla e altri a un componimento scritto per la medesima prova di cultura generale introduce un elemento di disparità che contrasta con il principio di imparzialità. È noto, infatti, che il test a risposta multipla garantisce maggiore oggettività nella valutazione, essendo la correzione vincolata a parametri predeterminati e non modificabili, mentre il componimento scritto comporta necessariamente un margine di discrezionalità valutativa. Tale differenziazione, determina una violazione del principio di imparzialità, in quanto introduce elementi di soggettività che possono alterare l’equità della selezione.

La possibilità data all’Amministrazione di modulare i requisiti di accesso in relazione alle specifiche esigenze di impiego non può tradursi in una disparità di trattamento ingiustificata tra candidati che aspirano al medesimo ruolo.

Alla luce di queste considerazioni, AMUS chiede che la Direzione Generale:

  • proceda alla parificazione delle modalità di svolgimento della prova di cultura generale nei concorsi per il reclutamento degli Ufficiali del Ruolo Speciale dell’Aeronautica Militare, prevedendo per tutte le categorie di candidati l’adozione di un’unica modalità di svolgimento della prova (test a risposta multipla ovvero componimento scritto), al fine di garantire il rispetto dei principi costituzionali di uguaglianza e imparzialità;
  • adotti tale parificazione già nel prossimo bando di concorso, al fine di eliminare tempestivamente il vulnus costituzionale sopra evidenziato e garantire la piena legittimità delle future procedure concorsuali;
  • fornisca un riscontro motivato all’istanza da noi presentata entro il termine di trenta giorni dalla ricezione, ai sensi dell’art. 2 l. n. 241/1990, illustrando le determinazioni che si intende adottare in merito alla questione sollevata.

Qualora le iniziative istituzionali non dovessero sortire gli effetti sperati, AMUS valuterà l’opportunità di intraprendere ulteriori azioni a tutela dei suoi associati, anche comprendendo eventuali azioni giurisdizionali volte a far valere i profili di illegittimità costituzionale sopra evidenziati.

ISCRIVITI ad AMUS, il Sindacato militare del dialogo e della competenza, che lavora accanto alle Istituzioni per riportare le legittime aspettative di TUTTO il personale militare al centro del confronto e delle decisioni strategiche del Ministero Difesa.

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