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AMUS riscontra nuovamente lo Stato Maggiore Aeronautica, a seguito della risposta non soddisfacente
Come AMUS – Aeronautica abbiamo ricevuto la nota con cui lo Stato Maggiore AM (clicca qui per leggerla) ha inteso fornire riscontro alla nostra istanza del 19 febbraio 2026 (link nostro articolo precedente), riguardo le disparità procedurali per il concorso Ufficiali del Ruolo Speciale. Prendiamo atto dell’intervento, pur rilevando che la nostra missiva era indirizzata alla Direzione Generale per il Personale Militare, dalla quale attendiamo ancora una risposta formale e motivata.
Nel merito, riteniamo necessario fare chiarezza su alcuni punti. Il citato Stato Maggiore richiama la propria competenza nella definizione delle prove concorsuali, e su questo non vi è contestazione. Ogni potere amministrativo, tuttavia, anche quando espressione di discrezionalità tecnica, incontra un limite nei principi costituzionali di uguaglianza e imparzialità; quindi, le decisioni adottate devono essere ragionevoli, proporzionate e non discriminatorie.
Non condividiamo, pertanto, la tesi secondo cui il principio di pari condizioni non si applicherebbe in ragione della distinzione formale tra le procedure concorsuali. Quando più concorsi conducono al medesimo ruolo, con le stesse funzioni, responsabilità e inquadramento giuridico ed economico, eventuali differenze nelle modalità di svolgimento delle prove devono essere sorrette da una giustificazione obiettiva e razionale. In assenza di questa, la distinzione tra procedure si trasforma in una disparità di trattamento.
Allo stesso modo, richiamare la normativa speciale militare non può equivalere a una deroga ai principi costituzionali. L’ordinamento militare ammette adattamenti funzionali alle esigenze delle Forze armate, ma non legittima differenziazioni prive di adeguata base razionale. Su questo punto la giurisprudenza amministrativa è chiara, in quanto ribadisce che i principi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento vincolano tutte le amministrazioni, comprese quelle militari.
Rimane irrisolta la questione principale, ovvero non è stata fornita alcuna giustificazione convincente per la scelta di prevedere un test a risposta multipla per alcune categorie e una prova scritta per altre, a fronte dell’accesso al medesimo ruolo.
Noi di AMUS chiediamo, pertanto, un riesame serio della questione da parte della Direzione Generale per il Personale Militare e ci riserviamo ogni iniziativa a tutela dei nostri associati, incluso il ricorso in sede giurisdizionale, qualora i profili di criticità dovessero permanere (clicca qui per leggere nuova missiva).
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