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AMUS audita al Senato: “previdenza dedicata, fiscalità di settore e riordino delle carriere sono priorità non più rinviabili”

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Il Segretario Generale Aggiunto di AMUS (Paolo Redavid) ed il Segretario Nazionale (Mario Troccoli) hanno rappresentato le istanze del personale dell’Aeronautica Militare nell’audizione con i senatori Alfieri e Manca (Partito Democratico), sullo schema della prossima legge di bilancio

Si è tenuta oggi 12 novembre, in Senato, in occasione della ricorrenza dell’anniversario delle stragi islamiste di Nassiriya, l’audizione delle sigle sindacali rappresentative del comparto Difesa con i senatori Alessandro Alfieri e Daniele Manca, del Partito Democratico, nell’ambito dei lavori preparatori alla legge di bilancio 2026.

Per AMUS – Aeronautica era presente il Segretario Generale Aggiunto Paolo Redavid, accompagnato dal Segretario Nazionale Mario Troccoli, in rappresentanza del Segretario Generale Guido Bottacchiari, impegnato in concomitanti attività istituzionali.

Alcune parole degli interventi: “Il fondo per la previdenza dedicata esiste, va solo finanziato e potenziato”.

Nel corso del dibattito, è stato ribadito che la Previdenza Dedicata costituisce il principale tema da affrontare, sottolineando che “il fondo già esiste, ma va finanziato e arricchito”, perché il personale militare attende da anni una misura strutturale di equità e riconoscimento. “Non possiamo più disattendere queste aspettative – viene affermato –. Si tratta di un impegno ormai non più rinviabile.”

FISCALITÀ DEDICATA: INNALZARE LA SOGLIA DI DETASSAZIONE FINO A 50.000 EURO

Altro punto centrale affrontato da AMUS è stato quello della fiscalità dedicata al personale del comparto Difesa e Sicurezza. Si rimarca come la manovra attuale preveda la defiscalizzazione fino a 30.000 euro circa, soglia che AMUS chiede di portare almeno a 50.000 euro o superiori, in linea con quanto già applicato ad altri comparti del pubblico impiego. “Questo significherebbe – si spiega – valorizzare realmente la specificità militare, oggi ancora troppo priva di contenuti concreti e tangibili. La specificità non può restare solo una formula astratta: va tradotta in misure economiche e fiscali visibili.”

PERSONALE VOLONTARIO E RICOLLOCAZIONE: SUPERARE IL PRECARIATO DEL VFI

Nel prosieguo, AMUS ha richiamato l’attenzione sulla condizione del personale volontario, chiedendo l’estensione della NASpI o di un assegno di ricollocazione per i militari non utilmente ricollocati al termine della ferma.
Il VFI – Volontario in Ferma Iniziale oggi presta servizio per tre anni, prorogabili di un ulteriore anno, ma questa estensione di fatto ha prolungato il precariato militare invece di ridurlo, proprio in virtù del fatto che non tutti transitano nei ruoli superiori.

MOBILITÀ E FUGA DI COMPETENZE: “SERVE UN VERO MECCANISMO CHE VALORIZZI IL KNOWHOW MILITARE”

Altro nodo critico affrontato da AMUS riguarda la mobilità interdicasteriale e interdipartimentale, tema di cui si discute da anni ma che per il personale militare resta sostanzialmente inesistente“Oggi la mobilità per le Forze Armate è limitata al transito nei ruoli civili della Difesa, soluzione inadeguata e penalizzante. È necessario preliminarmente realizzare un concreto riordino dei ruoli e delle carriere militari in chiave premiale (dall’Aviere all’Ufficiale), istituendo contestualmente percorsi reali di mobilità verso altri comparti della Pubblica Amministrazione, anche tramite il portale InPA, per dare nuove opportunità a chi non trova più sbocchi di progressione interni.”

AMUS ha inoltre segnalato il crescente fenomeno della fuga di personale qualificato, inclusi tecnici, naviganti, commissari e ingegneri, che abbandonano le Forze armate attratti da condizioni economiche e di welfare decisamente migliori nel settore privato.

RIORDINO DELLE CARRIERE E DIRIGENZA MILITARE

Dalla mobilità ci si è quindi ricollegati al tema più ampio del riordino dei ruoli e delle carriere, auspicando criteri più meritocratici e flessibili per tutti i ruoli di Forza armata, che premino sempre di più le elevate expertise acquisite dal personale con le stellette verso concreti sbocchi direttivi e dirigenziali. In particolare, AMUS ha richiamato l’attenzione sulla condizione della dirigenza militare, evidenziando che: “AMUS è l’unico sindacato rappresentativo dell’Aeronautica Militare e uno dei soli quattro nel comparto Difesa a rappresentare anche il personale dirigente, dal grado di Maggiore fino a Generale. È necessario prevedere adeguati premi di produzione e misure di valorizzazione della leadership per chi assicura la tenuta organizzativa delle Forze Armate.”

RINNOVO CONTRATTUALE E RECUPERO DEL GAP INFLATTIVO

Sul fronte contrattuale, AMUS ha espresso apprezzamento per lo stanziamento delle risorse destinate al rinnovo del contratto 2025–2027, ricordando che resta ancora da recuperare almeno il 6–7% del potere d’acquisto, a fronte di una perdita complessiva del 25% negli ultimi dieci anni.
Contestualmente, AMUS ha ribadito l’urgenza di far partire anche il rinnovo contrattuale per il personale dirigente (anni 2024–2026), rivedendo completamente e in modo coerente il meccanismo di finanziamento e ampliando le materie oggetto di contrattazione, che dovranno essere sempre più vicine a quelle dei contrattualizzati.
“Solo così si potrà dare un vero riconoscimento alle funzioni di responsabilità che il personale dirigente esercita quotidianamente all’interno delle Forze armate italiane.”

VERSO UN NUOVO MODELLO DI RAPPRESENTANZA

In chiusura, è stata richiamata la necessità di una revisione della Legge 46/2022, che ha istituito i sindacati militari, per consentire alle sigle piena agibilità sindacale: istituendo CAF e patronati propri, rivedendo limitazioni alla durata dei mandati fino allo stato giudico, avanzamento e alle guarentigie attestate al dirigente sindacale.

“Oggi i sindacati militari – si conclude – svolgono un ruolo fondamentale di ascolto e tutela, ma lo fanno con strumenti limitati. È tempo di riconoscere pienamente il loro ruolo, perché senza il personale, le Forze armate non esistono.”

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