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Personale, flessibilità, VFI, MAML e F.E.N.O. al centro del primo tavolo tecnico con lo SMA
Con l’avvio operativo della nuova Direzione Capitale Umano (DCU) dell’Aeronautica Militare si apre una nuova fase del confronto tra lo Stato Maggiore dell’Aeronautica e la rappresentanza sindacale del personale.
Nel corso del primo tavolo tecnico, presieduto dal Capo della DCU, Gen. D.A. Alberto Surace, AMUS-Aeronautica, intervenuta per prima, ha riportato al centro della discussione numerose questioni già affrontate nell’incontro del 15 luglio 2026, affiancandole a nuove proposte riguardanti l’organizzazione del lavoro, la valorizzazione delle professionalità e la conciliazione tra servizio e vita familiare.
Per AMUS-Aeronautica hanno partecipato il Segretario Generale Aggiunto Mario Troccoli, il Segretario Generale Aggiunto Stefano Giannuzzi e il Capo del 1° Dipartimento AMUS Massimo Croce.
L’obiettivo indicato dal Sindacato è chiaro: superare progressivamente la logica della gestione delle singole criticità e costruire una politica del personale organica, moderna e sostenibile, capace di coniugare le esigenze operative della Forza armata con la valorizzazione e la tutela del personale.
VFI: apertura alla stabilizzazione già dopo i primi 12 mesi
Tra i primi temi affrontati vi è stata la situazione dei Volontari in Ferma Iniziale (VFI). Il Gen. Surace ha manifestato apertura rispetto alla possibilità di prevedere una maggiore stabilizzazione del personale già dopo i primi 12 mesi di servizio. Sul punto è in valutazione una proposta normativa da inserire nel primo veicolo legislativo utile finalizzata ad attribuire il modello retributivo dei Volontari in servizio permanente senza snaturare l’attuale impianto normativo VFI/VFT, con le ferme 3+3. Si tratta di un modello parallelo per i volontari che vogliono mettersi in gioco stabilizzandosi prima.
AMUS accoglie favorevolmente questa apertura, coerente con una richiesta che il Sindacato ha più volte posto all’attenzione dell’Amministrazione. Tuttavia, il percorso di riforma del modello VFI/VFT deve essere accompagnato da un ulteriore passo avanti: il superamento dell’attuale istituto della “paga” a favore di un vero trattamento stipendiale, adeguato alle responsabilità, alla professionalità e alle modalità di impiego richieste ai giovani militari.
Una questione che non riguarda soltanto l’aspetto economico. Rendere più stabile e attrattivo l’ingresso nelle Forze Armate significa anche rafforzare la capacità della Difesa di reclutare, formare e trattenere personale qualificato.
MAML Categoria A: prima una soluzione amministrativa
Ampio spazio è stato dedicato anche alla questione dell’indennità destinata ai manutentori aeromobili titolari di Military Aircraft Maintenance Licence (MAML), introdotta con il rinnovo contrattuale 2022-2024 e recepita dall’art. 20 del DPR n. 52/2025. La criticità riguarda la Categoria A, identificata come capo aeromobile, non espressamente ricompresa nell’art. 20 e successivamente esclusa dalla circolare applicativa dello Stato Maggiore dell’Aeronautica.
La posizione di AMUS è chiara e, al tempo stesso, pragmatica: prima di intervenire nuovamente sul piano normativo occorre verificare fino in fondo la possibilità di individuare una soluzione tecnico-amministrativa che consenta di riconoscere il beneficio al personale di Categoria A effettivamente impiegato nelle attività manutentive. La Categoria A costituisce infatti una specifica categoria della licenza manutentiva prevista dal sistema MAML. Il personale interessato necessita di una formazione specifica e può essere autorizzato allo svolgimento e alla certificazione di determinate attività di manutenzione di linea. La relazione con la Categoria B1 non determina una sovrapposizione tra le due categorie. Proprio per questo, un’eventuale soluzione amministrativa dovrà poggiare su solide basi tecnico-normative e non su una semplice equiparazione.
La linea sostenuta da AMUS è quindi quella di procedere per gradi, privilegiando innanzitutto una soluzione sul piano amministrativo. Qualora questa non fosse percorribile, si dovrà intervenire sul piano normativo, mentre il ricorso al FESI dovrà essere considerato esclusivamente come una soluzione transitoria, in attesa di un intervento strutturale e definitivo. Qualora non fosse possibile individuare un margine interpretativo sul piano amministrativo, AMUS chiederà una modifica espressa dell’art. 20 del DPR n. 52/2025, con l’inserimento della Categoria A.
Solo in via residuale potrà essere valutata una maggiorazione FESI selettiva per il personale effettivamente impiegato. Il FESI, infatti, non può diventare una soluzione strutturale: si tratta di uno strumento annuale, caratterizzato da risorse limitate, e l’introduzione di una nuova maggiorazione inciderebbe inevitabilmente sulle risorse destinate alla generalità del personale.
F.E.N.O.: una classificazione interna non può produrre automaticamente effetti economici
Altro tema centrale del confronto è stato quello della F.E.N.O. – Forza Effettiva Non Organica, evoluzione della precedente problematica FANE, sulla quale AMUS interviene sin dal 2023. La questione interessa in particolare il personale frequentatore di corsi e gli effetti economici collegati alla relativa classificazione. La posizione sostenuta da AMUS è netta: una classificazione ordinativa interna non può determinare automaticamente l’esclusione da trattamenti economici disciplinati da fonti sovraordinate.
L’art. 455 del DPR n. 90/2010 – TUOM disciplina la forza amministrata, distinguendo, tra l’altro, la forza effettiva dalla forza aggregata. La successiva distinzione tra F.E.O. e F.E.N.O. deriva invece dalla pubblicazione OD-1 di Forza armata. La problematica affonda le proprie radici nel tempo. Già nel 2023 AMUS aveva contestato gli effetti economici derivanti dall’inquadramento dei frequentatori Ufficiali del Ruolo Speciale presso l’Accademia Aeronautica nella precedente posizione FANE.
La successiva evoluzione della vicenda ha portato al riconoscimento dei rimborsi per vitto e alloggio, senza tuttavia risolvere definitivamente la questione ordinativa. La stessa OD-1 contiene oggi un elemento di particolare rilievo: distingue la formazione iniziale o l’attesa della prima assegnazione dalla situazione del personale già in forza effettiva presso un Ente e temporaneamente inviato presso un altro Ente per la frequenza di un corso formativo o applicativo, fattispecie ricondotta tra gli esempi di forza aggregata.
Per AMUS è quindi necessario arrivare a un indirizzo uniforme per tutta la Forza armata e, ove necessario, procedere alla revisione della OD-1, eliminando ogni automatismo tra collocazione in F.E.N.O. ed esclusione dal trattamento di missione. Le spettanze economiche devono essere determinate sulla base delle norme che disciplinano ciascun istituto e della concreta situazione del personale interessato.
Su questo tema abbiamo registrato la massima apertura, sia da parte del tavolo di confronto sia dai vertici dell’Aeronautica. Un atteggiamento che riteniamo positivo e che ci porta ad attendere importanti novità e concreti sviluppi in senso favorevole per il personale.
Orario di servizio: costruire una vera flessibilità IN/OUT
Il confronto ha quindi affrontato un tema che AMUS considera strategico: orario di servizio, rilevazione della presenza e conciliazione tra vita professionale e familiare. AMUS ha chiesto di sviluppare strumenti strutturati di flessibilità IN/OUT, costruiti sulle specificità della Difesa e dell’Aeronautica Militare, in grado di favorire concretamente la genitorialità e la tutela della famiglia senza compromettere le esigenze operative.
La specificità militare non deve diventare un ostacolo all’innovazione organizzativa. Al contrario, deve rappresentare il parametro attraverso il quale costruire strumenti nuovi, concreti e compatibili con il servizio.
È necessario distinguere gli incarichi e le attività per i quali la presenza e la rigidità dell’orario risultano indispensabili da quelli nei quali esistono margini di flessibilità, valorizzando al contempo la responsabilità del personale e dell’organizzazione.
Rilevazione della presenza: il sedime aeroportuale deve essere un riferimento chiaro
In questo contesto si inserisce una criticità concreta relativa alla rilevazione della presenza nei grandi sedimi aeroportuali. Attualmente possono determinarsi situazioni differenti tra il personale che può registrare l’ingresso direttamente all’accesso della base e quello che, invece, deve raggiungere fisicamente l’edificio o la sede di servizio prima di poter effettuare la timbratura. Nei sedimi più estesi possono trascorrere anche 20 o 30 minuti tra l’ingresso nella base e l’arrivo presso la sede di servizio, nonostante il militare si trovi già all’interno dell’installazione e sia regolarmente diretto verso il proprio posto di lavoro.
Per AMUS è pertanto necessario modificare e integrare la Direttiva OD-1, chiarendo in maniera inequivocabile che, ai fini della corretta rilevazione della presenza, il concetto di luogo di lavoro e di servizio deve tenere conto dell’intero sedime aeroportuale. L’obiettivo è eliminare disparità determinate esclusivamente dalla diversa configurazione logistica dei singoli Enti.
Smart working e co-working: innovare senza snaturare la Difesa
AMUS ha inoltre posto l’attenzione sulla necessità di sviluppare in maniera organica strumenti di lavoro agile, smart working e co-working, laddove le mansioni, le esigenze di sicurezza e le necessità operative lo consentano. La normativa già offre possibilità in questa direzione e la stessa Amministrazione ha sperimentato forme di lavoro agile.
Per AMUS non si tratta, dunque, di trasferire automaticamente nella Difesa modelli concepiti per altre amministrazioni. Occorre piuttosto costruire un modello militare di flessibilità, calibrato sulle effettive funzioni svolte. Innovare non significa perdere la specificità militare. Significa, al contrario, valorizzarla e renderla sostenibile nel tempo.
Strumenti di questo tipo possono contribuire concretamente ad affrontare anche il caro vita, i costi e i tempi degli spostamenti, le esigenze della genitorialità e della famiglia, mantenendo ferme le necessità dell’organizzazione e l’efficienza operativa. Per AMUS questo tema deve quindi uscire dalla dimensione episodica e diventare parte integrante di una politica strutturata di gestione del capitale umano.
Reperibilità, riserva e rintracciabilità: servono regole chiare
Un ulteriore tema posto da AMUS riguarda la necessità di definire con chiarezza gli istituti della reperibilità, della riserva e della rintracciabilità. La generica rintracciabilità del militare, collegata al particolare status del personale, non può diventare lo strumento attraverso il quale ricondurre situazioni che comportano, nella sostanza, un effettivo vincolo organizzato di disponibilità.
Quando viene richiesta una vera reperibilità, caratterizzata da specifici obblighi e limitazioni per il personale, l’istituto deve essere correttamente individuato e deve essere previsto il relativo riconoscimento economico. Servono quindi definizioni chiare, criteri uniformi e regole applicative omogenee, in grado di evitare interpretazioni differenti tra gli Enti e di tutelare tanto il personale quanto i Comandanti chiamati ad applicare le disposizioni.
Equipaggi fissi di volo: lo SMA interessa SEGREDIFESA sulla pausa pranzo
Per quanto riguarda la pausa pranzo degli equipaggi fissi di volo, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica ha comunicato di aver interessato SEGREDIFESA per individuare una norma di carattere generale e interforze che consenta di ricomprendere tale periodo nell’orario di servizio.
AMUS valuta positivamente il passaggio, poiché porta la problematica al livello necessario per individuare una soluzione normativa uniforme e non limitata alla sola Aeronautica Militare.
Personale aerosoccorritore: valorizzare la professionalità salvaguardando le indennità
Più articolata è la questione relativa al personale aerosoccorritore. Il percorso prospettato richiede un intervento attraverso DPR finalizzato ad armonizzare il quadro normativo e, di conseguenza, non consente di ipotizzare una soluzione immediata. Particolare attenzione dovrà essere riservata a qualsiasi intervento sul sistema derivante dalla legge n. 78/1983, che disciplina le indennità operative.
L’eventuale istituzione o riconoscimento di uno specifico brevetto dovrà essere costruita evitando qualsiasi effetto negativo sulle indennità oggi riconosciute al personale interessato. L’obiettivo deve essere esattamente quello opposto: riconoscere e valorizzare la professionalità degli aerosoccorritori, salvaguardando integralmente le tutele economiche già esistenti.
Certificati di Viaggio: basta ritardi nelle liquidazioni
Tra le questioni affrontate da AMUS – Aeronautica vi è stata anche la persistente problematica relativa ai ritardi nella liquidazione dei Certificati di Viaggio (C.V.), che interessa numerosi Reparti della Forza armata.
Dalle analisi effettuate emergono due principali criticità. Da un lato, il progressivo ridimensionamento degli organici dei Servizi Amministrativi, spesso ridotti a uno o due addetti chiamati a gestire carichi di lavoro sempre più elevati. Dall’altro, le difficoltà legate alla disponibilità e al ripianamento dei fondi destinati alle anticipazioni e alle liquidazioni.
Per AMUS non si tratta di una semplice questione amministrativa. I ritardi incidono direttamente sul rapporto di fiducia tra il personale e l’Amministrazione. Non è accettabile che militari chiamati a sostenere anticipatamente spese per esigenze di servizio debbano attendere tempi eccessivamente lunghi per ottenere il rimborso delle somme spettanti.
In questa prospettiva, AMUS ha richiamato l’attenzione sulle possibili soluzioni organizzative già elaborate, tra cui la valutazione di un Polo Unico per la liquidazione dei Certificati di Viaggio. Una struttura centralizzata potrebbe consentire di standardizzare le procedure, ottimizzare l’impiego delle risorse umane disponibili e garantire maggiore uniformità e rapidità nei pagamenti, anche attraverso il portale SICEF Missioni, già operativo.
Sarà inoltre necessario rafforzare il monitoraggio centralizzato delle risorse finanziarie e la gestione dei fondi destinati alle liquidazioni, così da prevenire situazioni di sofferenza amministrativa nei singoli Enti e consentire una programmazione più efficace delle disponibilità. Il principio sostenuto da AMUS è semplice: chi sostiene una spesa per esigenze di servizio deve poter ottenere il rimborso in tempi certi, ragionevoli e uniformi su tutto il territorio nazionale.
Anche sul tema della liquidazione dei fogli di viaggio abbiamo registrato la massima apertura, sia da parte del tavolo di confronto sia dai vertici dell’Aeronautica. AMUS continuerà a monitorare l’evoluzione della questione e a farsi portavoce delle legittime aspettative del personale.
Una nuova DCU per una nuova politica del personale
Il tavolo del 16 settembre assume un significato particolare perché coincide con l’avvio del percorso della nuova Direzione Capitale Umano dell’Aeronautica Militare. Per AMUS questa nuova struttura rappresenta un’opportunità per affrontare il tema del personale attraverso una visione più ampia e organica. Non soltanto amministrazione e impiego, quindi, ma reclutamento, stabilizzazione, valorizzazione delle professionalità, organizzazione del lavoro, condizioni economiche, mobilità, famiglia e qualità della vita.
Dalla stabilizzazione dei VFI alla valorizzazione delle professionalità manutentive, dalla F.E.N.O. all’organizzazione del lavoro, dalla reperibilità ai ritardi nella liquidazione dei Certificati di Viaggio, il confronto ha evidenziato la necessità di affrontare le problematiche del personale con una visione sistemica e di lungo periodo, superando la logica degli interventi frammentari.
La direzione indicata da AMUS è quindi quella di passare progressivamente dalla gestione delle singole criticità alla costruzione di una vera politica del personale. Modernizzare non significa rinunciare alla specificità militare. Significa renderla sostenibile nel tempo. Un’Aeronautica moderna deve continuare a garantire prontezza operativa, disponibilità ed efficienza ogni volta che la missione lo richiede. Allo stesso tempo, deve essere capace di utilizzare tutti gli strumenti organizzativi che consentano di migliorare le condizioni di vita e di lavoro del personale, quando compatibili con le esigenze del servizio.
È questa la linea con cui AMUS ha aperto il primo tavolo con la nuova DCU: meno soluzioni episodiche e più interventi strutturali; meno difformità applicative e più regole uniformi; maggiore capacità di coniugare efficienza della Forza armata, valorizzazione professionale e tutela delle famiglie.
Il confronto è appena iniziato. AMUS continuerà a portarlo avanti attraverso proposte tecnicamente sostenibili e obiettivi concreti, affinché alle aperture manifestate possano seguire atti, norme e risultati tangibili per il personale dell’Aeronautica Militare.
Prossimo tavolo tecnico a ottobre
Il prossimo tavolo di confronto è stato convocato per la metà di ottobre e vedrà la partecipazione anche del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica. All’ordine del giorno, oltre a un aggiornamento sui temi già affrontati nel corso degli incontri precedenti, saranno inserite due ulteriori importanti questioni: alloggi di servizio (ASC, ASI e per il personale in missione) e la manifestazione di interesse alla movimentazione.
AMUS – Aeronautica, dalla parte del personale. Protagonisti del cambiamento.
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