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Legge di Bilancio 2027: esistono già i presupposti tecnici e normativi. AMUS-Aeronautica è pronta a fornire il proprio contributo per costruire una misura fiscale dedicata al personale militare
La discussione sulla prossima Legge di Bilancio 2027 sta iniziando e, tra le ipotesi allo studio del Governo, emerge un tema che AMUS-Aeronautica ritiene debba necessariamente interessare anche il personale del Comparto Sicurezza e Difesa: la tassazione agevolata degli incrementi derivanti dai rinnovi contrattuali e delle somme connesse a turni, lavoro notturno, festivo e straordinario.
Non parliamo di una suggestione né tantomeno di uno slogan. Parliamo di strumenti fiscali che il nostro ordinamento già conosce e che il legislatore ha già introdotto, seppure attualmente con riferimento al settore privato. Ed è proprio da qui che occorre partire.
IL PRECEDENTE NORMATIVO ESISTE GIÀ: LA LEGGE DI BILANCIO 2026
La legge 30 dicembre 2025, n. 199, Legge di Bilancio 2026, ha introdotto due meccanismi particolarmente significativi.
Il primo riguarda gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. Il comma 7 ha previsto, per gli incrementi corrisposti nel 2026 in attuazione di rinnovi sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali pari al 5%, entro i requisiti reddituali stabiliti dalla stessa disposizione.
Attualmente la misura riguarda il settore privato. Ma il principio legislativo è ormai stato introdotto: il legislatore può decidere di utilizzare la leva fiscale per aumentare il valore netto degli incrementi salariali derivanti dalla contrattazione. Ed è questo il primo dato politico e giuridico che non può essere ignorato.
La stessa legge, al comma 10, ha inoltre previsto per il 2026 una imposta sostitutiva del 15%, entro un determinato limite annuale, sulle maggiorazioni e indennità relative a lavoro notturno, lavoro prestato nei giorni festivi, lavoro prestato nei giorni di riposo settimanale, indennità di turno, ulteriori emolumenti collegati al lavoro a turni. Anche in questo caso il beneficio è oggi circoscritto ai lavoratori del settore privato.
Per la Manovra 2027, inoltre, secondo le anticipazioni emerse sulla stampa (clicca qui per leggere l’articolo), sarebbe allo studio non soltanto la proroga della misura, ma anche una possibile riduzione dell’aliquota dal 15% al 5%, insieme al mantenimento o rafforzamento della fiscalità agevolata sugli incrementi contrattuali. Se questa sarà la direzione politica della prossima Legge di Bilancio, AMUS pone fin da ora una domanda molto semplice: per quale ragione il Comparto Sicurezza e Difesa dovrebbe rimanerne fuori?
LA SPECIFICITÀ NON PUÒ ESSERE INVOCATA SOLO QUANDO SERVONO SACRIFICI
Per il personale militare esiste, inoltre, un elemento normativo ulteriore che rende questa discussione ancora più rilevante. L’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183 riconosce espressamente la specificità delle Forze armate e delle Forze di polizia ai fini, tra l’altro, dei contenuti del rapporto d’impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale, proprio in ragione della peculiarità dei compiti, degli obblighi, delle limitazioni personali, dei requisiti di efficienza operativa e degli impieghi in attività usuranti.
La norma non determina automaticamente una particolare aliquota fiscale ma rappresenta una base legislativa e politica fortissima per costruire interventi specifici destinati al Comparto. E allora la specificità deve diventare concreta. Perché un militare presta servizio di notte, presta servizio nei giorni festivi, garantisce turnazioni H24, è impiegato durante il fine settimana, nelle festività nazionali, nelle emergenze e nelle attività operative, è soggetto a disponibilità, obblighi e limitazioni che derivano direttamente dal proprio status.
È quindi del tutto ragionevole aprire una discussione sulla possibilità che proprio le componenti economiche maggiormente collegate a questa particolare disponibilità al servizio ricevano un trattamento fiscale più favorevole. La specificità non può essere invocata soltanto quando si chiedono sacrifici, disponibilità e limitazioni ma deve trovare riconoscimento anche quando si costruiscono le politiche economiche e fiscali dello Stato.
AMUS: DETASSARE ANCHE IL RINNOVO 2025-2027
C’è poi il tema del rinnovo contrattuale del personale non dirigente del Comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2025-2027. AMUS ha sostenuto una linea precisa: consolidare le risorse disponibili nella retribuzione del personale e continuare contemporaneamente a lavorare per ottenere ulteriori risultati.
Ora esiste un’altra leva sulla quale intervenire: la fiscalità. Aumentare il netto disponibile per il personale non significa necessariamente intervenire soltanto sull’entità lorda degli stanziamenti contrattuali. Una politica seria delle retribuzioni deve ragionare anche su quanto, delle somme stanziate e contrattate, rimane effettivamente nelle tasche dei lavoratori.
Per questo AMUS ritiene che nella Legge di Bilancio 2027 debba essere studiato un meccanismo di detassazione degli incrementi economici derivanti dal rinnovo 2025-2027, attraverso un’imposta sostitutiva analoga a quella che il legislatore ha già previsto per determinati rinnovi del settore privato. Naturalmente sarà necessario definire tecnicamente platea, limite reddituale, base imponibile, decorrenza, copertura finanziaria e coordinamento con il sistema delle addizionali. È precisamente su questo terreno che deve muoversi un sindacato serio: non promettere miracoli, ma costruire norme applicabili.
LA MISURA DEVE RIGUARDARE ANCHE LA DIRIGENZA MILITARE
La riflessione non può fermarsi al personale contrattualizzato. Sta per aprirsi un’altra partita fondamentale: quella relativa all’area negoziale del personale dirigente, con riferimento al triennio 2024-2026. La rappresentatività delle associazioni sindacali abilitate alla trattativa della dirigenza militare è stata formalmente individuata e l’avvio della nuova stagione negoziale rappresenta un passaggio storico anche per la costruzione del trattamento economico dei dirigenti militari.
AMUS ritiene pertanto che qualsiasi intervento legislativo sulla tassazione agevolata degli incrementi derivanti dai rinnovi debba essere costruito fin dall’origine in maniera tale da poter ricomprendere, nel rispetto delle specificità dei rispettivi sistemi retributivi: gli incrementi derivanti dal rinnovo 2025-2027 del personale non dirigente e quelli che deriveranno dall’area negoziale della dirigenza militare per il triennio 2024-2026.
Non avrebbe senso costruire oggi una norma che, per una formulazione troppo rigida o per un riferimento temporale mal calibrato, finisse domani per escludere una parte del personale proprio mentre si sta aprendo la relativa stagione negoziale. La norma va pensata prima e va scritta bene.
TURNI, NOTTURNI, FESTIVI E STRAORDINARI: QUI LA SPECIFICITÀ È ANCORA PIÙ EVIDENTE
Esiste poi il secondo grande capitolo. La Legge di Bilancio 2026 ha già individuato, nel settore privato, alcune prestazioni meritevoli di fiscalità agevolata: turni, lavoro notturno, festivo e riposo settimanale. Sono prestazioni che appartengono strutturalmente alla quotidianità del personale delle Forze armate.
Per questo AMUS ritiene che la discussione sulla Manovra 2027 debba comprendere anche una fiscalità agevolata sulle indennità e sugli emolumenti collegati alla particolare articolazione del servizio militare, valutando anche l’inclusione del lavoro straordinario.
Il principio deve essere semplice: più servizio operativo e maggiore disponibilità non possono tradursi in una quota sproporzionata dell’incremento economico assorbita dalla fiscalità ordinaria quando lo stesso legislatore riconosce, per prestazioni analoghe, l’opportunità di un regime fiscale agevolato.
Naturalmente non è sufficiente copiare una norma costruita per il settore privato. Il Comparto Sicurezza e Difesa possiede istituti economici propri, regole proprie, sistemi di indennità propri e una peculiare organizzazione del servizio. Occorre quindi costruire una disposizione specifica, coerente con l’ordinamento militare e tecnicamente compatibile con le modalità di corresponsione degli emolumenti del personale.
NON CHIEDIAMO PRIVILEGI. CHIEDIAMO COERENZA
È importante sgombrare il campo da una possibile obiezione: AMUS non sta chiedendo un privilegio fiscale. Sta chiedendo di verificare se una politica salariale che il Governo e il Parlamento hanno già ritenuto meritevole di applicazione possa essere estesa e adattata a un Comparto al quale lo stesso Stato riconosce per legge una specificità.
Il terreno tecnico e giuridico esiste, il precedente legislativo esiste, gli strumenti fiscali esistono, la potestà del legislatore di individuare una diversa imposizione su determinate componenti retributive esiste. Quello che occorre adesso è una scelta politica, accompagnata dalle necessarie coperture finanziarie e da una norma tecnicamente corretta. Ed è proprio sulla qualità della proposta che AMUS intende lavorare.
LEGGE DI BILANCIO 2027: AMUS È PRONTA A FARE LA PROPRIA PARTE
Nelle prossime settimane la costruzione della Legge di Bilancio 2027 entrerà progressivamente nel vivo. AMUS ritiene che questo sia il momento giusto per porre ufficialmente il tema all’attenzione del Governo, del Ministero della Difesa, del Ministero per la Pubblica Amministrazione, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e delle forze parlamentari.
La nostra proposta è chiara. Aprire un confronto tecnico sulla fiscalità del personale del Comparto Sicurezza e Difesa, finalizzato a valutare l’introduzione nella prossima Legge di Bilancio di:
- una tassazione agevolata sugli incrementi economici derivanti dai rinnovi contrattuali, compreso il rinnovo 2025-2027 e la futura negoziazione della dirigenza militare 2024-2026;
- una tassazione agevolata sulle componenti retributive connesse a turnazione, lavoro notturno, festivo e servizio nei giorni di riposo;
- un analogo intervento sul lavoro straordinario, individuando limiti e condizioni compatibili con la sostenibilità finanziaria della misura;
- limiti reddituali e soglie costruiti sulla reale struttura retributiva del Comparto, evitando che una trasposizione meccanica dei parametri previsti per il settore privato finisca per escludere proprio una parte consistente del personale interessato.
AMUS è pronta a fornire il proprio contributo tecnico, normativo e sindacale. Siamo pronti a confrontarci sulle coperture. Siamo pronti a lavorare sulla platea. Siamo pronti a discutere soglie, aliquote, limiti annuali e modalità applicative. Siamo pronti, soprattutto, a trasformare una rivendicazione in una proposta normativa concretamente inseribile nella Legge di Bilancio.
Perché fare sindacato significa anche questo. Studiare le norme prima di avanzare le richieste, conoscere i meccanismi prima di promettere risultati, individuare gli strumenti già presenti nell’ordinamento e lavorare affinché vengano utilizzati anche a tutela del personale che rappresentiamo.
La Legge di Bilancio 2027 può essere l’occasione per dare alla specificità militare anche un concreto valore fiscale e AMUS è pronta a fare la propria parte.
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