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AMUS segue l’evoluzione del comparto delle telecomunicazioni, con particolare attenzione ai nuovi Centri Radar e alle modalità di impiego e reimpiego delle professionalità già presenti
Il sistema delle telecomunicazioni dell’Aeronautica Militare è interessato da un articolato processo di trasformazione, destinato ad incidere sull’organizzazione del settore, sulle modalità di alimentazione delle diverse strutture e sull’impiego futuro del personale attualmente in forza.
Non si tratta, quindi, di una semplice revisione dei Moduli Ordinativi Standard – MOS, ma di una riforma più ampia del comparto TLC di Forza armata, collegata all’evoluzione tecnologica dei sistemi, ai processi di remotizzazione, alla riorganizzazione dei Centri Radar e alla necessità di introdurre nuove risorse professionali.
In tale contesto, i MOS rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali assicurare nuova linfa vitale al settore delle telecomunicazioni, rendendo possibile l’immissione di personale e competenze coerenti con i nuovi assetti organizzativi e operativi.
Parallelamente, però, dovranno essere definite con chiarezza le modalità di impiego e di reimpiego del personale che già oggi opera nel settore, evitando che la trasformazione tecnologica e ordinativa produca incertezze professionali, dispersione di competenze o soluzioni non adeguatamente ponderate.
La trasformazione del sistema TLC di Forza armata
Le telecomunicazioni costituiscono una componente essenziale dell’architettura operativa dell’Aeronautica Militare.
Il funzionamento delle reti, dei sistemi di comunicazione e delle infrastrutture di comando e controllo dipende da professionalità tecniche altamente specializzate, formate nel corso degli anni e impiegate presso enti, reparti e articolazioni operative distribuite sull’intero territorio nazionale.
La trasformazione in atto deve essere letta nel quadro della progressiva modernizzazione tecnologica della Forza armata e della conseguente necessità di adeguare strutture, funzioni e consistenze organiche.
Uno degli elementi centrali è rappresentato dalla crescente remotizzazione dei sistemi e delle funzioni, che consente di accentrare alcune attività e di gestire apparati e infrastrutture da sedi diverse rispetto a quelle presso cui gli stessi sono fisicamente collocati.
La remotizzazione può produrre rilevanti benefici sotto il profilo dell’efficienza, dell’integrazione e dell’ottimizzazione delle risorse. Tuttavia, proprio perché modifica le tradizionali modalità di funzionamento delle strutture TLC, deve essere accompagnata da una valutazione approfondita degli effetti sul personale e sugli attuali assetti territoriali.
Remotizzazione e Centri Radar
Un’attenzione particolare deve essere riservata ai Centri Radar, direttamente interessati dall’evoluzione dei sistemi tecnologici e dai nuovi modelli di gestione a distanza.
La progressiva remotizzazione di funzioni e apparati può comportare una diversa distribuzione delle attività tra le varie sedi, la modifica degli incarichi attualmente previsti e una conseguente ridefinizione delle esigenze organiche.
Ciò non significa necessariamente che le professionalità oggi presenti nei Centri Radar abbiano perso la propria centralità. Al contrario, l’esperienza maturata dal personale rappresenta un patrimonio essenziale per accompagnare la transizione verso il nuovo modello.
Le competenze tecniche necessarie per la gestione, la manutenzione, il controllo, la sicurezza e la continuità operativa dei sistemi non vengono meno per effetto della remotizzazione. Esse si trasformano e richiedono percorsi di aggiornamento, riqualificazione e reimpiego coerenti con le nuove esigenze della Forza armata.
Per questo motivo, l’eventuale riduzione o modifica delle funzioni svolte localmente non dovrebbe essere affrontata come una mera questione numerica o ordinativa.
Occorre invece valutare attentamente quali attività continueranno a essere assicurate presso i Centri Radar, quali saranno trasferite o accentrate e quali nuove competenze dovranno essere sviluppate per sostenere il funzionamento dell’intero sistema.
Il ruolo degli Ufficiali AAran/GARS
Nell’ambito della riforma assume particolare rilievo anche la posizione degli Ufficiali AAran/GARS, le cui professionalità sono strettamente connesse al funzionamento e alla gestione delle articolazioni del settore.
Le scelte relative ai nuovi assetti dovranno tenere conto delle competenze maturate, degli incarichi ricoperti, delle responsabilità esercitate e delle prospettive professionali del personale appartenente a tali categorie.
L’evoluzione del sistema TLC non può tradursi in un depauperamento delle professionalità esistenti né in una marginalizzazione di figure che hanno contribuito, e continuano a contribuire, al funzionamento delle strutture operative.
È pertanto necessario che il futuro impiego degli Ufficiali AAran/GARS venga definito attraverso criteri trasparenti e coerenti, valorizzando l’esperienza acquisita e individuando percorsi professionali compatibili sia con le esigenze della Forza armata sia con le legittime aspettative del personale.
L’introduzione di nuove modalità di alimentazione del comparto non deve generare sovrapposizioni o disparità, ma favorire un’integrazione ordinata tra le risorse di nuova immissione e quelle già presenti.
I Moduli ordinativi standard come strumento di alimentazione
In questo quadro si collocano i Moduli ordinativi standard, rivisti nell’ambito del più ampio processo di riforma del settore TLC.
I MOS costituiscono uno strumento attraverso cui la Forza armata può individuare e immettere nuove risorse nelle strutture interessate, sulla base delle funzioni da assicurare e delle nuove esigenze operative.
La loro revisione può quindi rappresentare un’opportunità importante per rafforzare il comparto, favorire l’ingresso di nuove professionalità e sostenere il necessario ricambio generazionale.
L’obiettivo deve essere quello di apportare nuove energie e competenze al sistema delle telecomunicazioni, evitando di limitarsi a una mera redistribuzione delle posizioni esistenti.
Affinché i MOS possano produrre risultati concreti, sarà necessario verificare la corrispondenza tra il personale previsto e i compiti effettivamente assegnati, nonché la coerenza dei percorsi formativi con la crescente complessità tecnologica dei sistemi.
Allo stesso tempo, dovrà essere chiarito il rapporto tra le nuove posizioni individuate attraverso i MOS e quelle attualmente occupate dal personale già in servizio.
Impiego e reimpiego del personale già in forza
Uno dei temi più delicati riguarda il futuro impiego del personale oggi assegnato al settore TLC e ai Centri Radar interessati dalla trasformazione.
La remotizzazione e la modifica degli assetti organizzativi potrebbero determinare la necessità di rivedere incarichi, funzioni e sedi di servizio.
Qualsiasi processo di reimpiego dovrà tuttavia essere governato attraverso criteri chiari, trasparenti e preventivamente comunicati, tenendo conto delle qualifiche possedute, dell’esperienza maturata e delle attività concretamente svolte.
Dovranno inoltre essere considerate le ricadute sulla vita personale e familiare dei militari, soprattutto nei casi in cui la nuova organizzazione possa comportare trasferimenti, cambi di sede o significative modifiche delle condizioni di impiego.
AMUS ritiene fondamentale evitare automatismi o soluzioni generalizzate. Ogni professionalità deve essere valutata in relazione alle competenze realmente possedute e alle possibili esigenze future del comparto.
Prima di disperdere o trasferire competenze costruite nel corso degli anni, occorre verificare la possibilità di valorizzarle nell’ambito delle nuove strutture, anche attraverso percorsi di aggiornamento, riconversione o riqualificazione.
Nuove risorse e valorizzazione delle professionalità esistenti
L’ingresso di nuove risorse nel settore TLC costituisce un’esigenza concreta e può rappresentare un elemento positivo per l’intera Forza armata.
Da anni, numerosi settori dell’Amministrazione sono chiamati a sostenere carichi di lavoro crescenti con consistenze organiche progressivamente ridotte. L’immissione di nuovo personale può quindi contribuire a riequilibrare le strutture, sostenere il ricambio generazionale e garantire continuità alle funzioni operative.
Tuttavia, nuove risorse e personale già in forza non devono essere posti in contrapposizione.
La riuscita della riforma dipenderà proprio dalla capacità di integrare le nuove professionalità con l’esperienza di chi conosce già i sistemi, le infrastrutture, le procedure operative e le specificità dei singoli enti.
Il personale esperto può svolgere un ruolo decisivo nella formazione, nell’affiancamento e nel trasferimento delle conoscenze alle nuove generazioni. Un patrimonio professionale che deve essere utilizzato come elemento di forza della riforma e non considerato esclusivamente alla luce delle nuove consistenze organiche.
AMUS vigila ed è pronta a contribuire
AMUS segue con attenzione l’intero processo di riforma del sistema TLC dell’Aeronautica Militare, consapevole della sua rilevanza strategica e delle possibili ricadute sul personale.
La nostra posizione non è pregiudizialmente contraria al cambiamento.
Comprendiamo l’esigenza della Forza armata di modernizzare le proprie strutture, utilizzare nuove tecnologie, sviluppare la remotizzazione dei sistemi e adeguare gli assetti dei Centri Radar alle nuove necessità operative.
Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile che ogni trasformazione sia accompagnata da una programmazione chiara, da un’informazione adeguata e da un confronto concreto sulle conseguenze professionali e familiari per il personale coinvolto.
AMUS è pronta a fare la propria parte, raccogliendo le segnalazioni del personale, approfondendo gli aspetti tecnici della riforma e formulando proposte capaci di favorire soluzioni equilibrate.
Vigilare significa prevenire le criticità, non ostacolare il cambiamento. Significa contribuire affinché l’innovazione tecnologica e organizzativa si realizzi senza sacrificare competenze, professionalità e legittime aspettative.
Efficienza della Forza armata e tutela del personale possono procedere insieme
AMUS crede fermamente che gli obiettivi operativi dell’Aeronautica Militare e la tutela delle donne e degli uomini del comparto TLC possano essere pienamente conciliati.
La remotizzazione, la riorganizzazione dei Centri Radar, l’impiego degli Ufficiali AAran/GARS, la revisione dei MOS e l’ingresso di nuove risorse devono essere governati come parti di un unico progetto.
Un progetto che, per avere successo, dovrà valorizzare il personale già in servizio, garantire criteri trasparenti per ogni eventuale reimpiego e assicurare che le nuove consistenze siano realmente adeguate ai compiti da svolgere.
AMUS continuerà a mantenere un atteggiamento aperto, collaborativo e propositivo, senza rinunciare al proprio ruolo di vigilanza e tutela.
Rafforzare il sistema TLC significa investire nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento, la sicurezza e la continuità operativa.
ISCRIVITI ad AMUS, il Sindacato di TUTTO il personale in azzurro.
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