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La normativa tutela la permanenza in servizio dei VFI nel concorso VFT. AMUS al lavoro per garantire continuità stipendiale e prevenire nuovi disallineamenti
AMUS – Aeronautica ha ricevuto alcune segnalazioni riguardanti il trattamento economico del personale Volontario in Ferma Prefissata Iniziale (VFI) attualmente impegnato nelle procedure concorsuali per il reclutamento dei Volontari in Ferma Prefissata Triennale (VFT).
Dalle verifiche sinora effettuate, nelle posizioni stipendiali di alcuni militari risulterebbe inserita come data di termine del servizio il 20 agosto 2026. Questa situazione ha portato al verificarsi di problematiche relative alla regolare erogazione della retribuzione. Dopo ulteriori interlocuzioni avute con gli organi competenti, vogliamo tranquillizzare il personale interessato: la situazione è rientrata e nulla è perduto. Infatti la retribuzione spettante per i giorni mancanti di agosto verrà corrisposta con il cedolino di settembre. Il buonsenso, il confronto e l’onestà intellettuale pagano sempre.
È importante chiarire che la criticità appare riconducibile a un possibile disallineamento tra i provvedimenti amministrativi relativi al prolungamento della ferma e i sistemi deputati alla gestione stipendiale.
Il quadro normativo sul prolungamento della ferma dei VFI
La disciplina di riferimento è contenuta nel decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il Codice dell’ordinamento militare (COM).
In particolare, l’articolo 696-bis, comma 3, stabilisce che la durata della ferma dei VFI può essere prolungata, con il consenso degli interessati, per il tempo strettamente necessario al completamento dell’iter concorsuale di coloro che hanno presentato domanda per il reclutamento come VFT. La medesima disposizione riguarda, per i VFT, il completamento delle procedure per il transito nei ruoli dei volontari in servizio permanente.
Il prolungamento, pertanto, trova una precisa base legislativa e ha la funzione di evitare che il volontario giunga alla naturale scadenza della ferma mentre è ancora in corso la procedura selettiva per il passaggio alla ferma triennale.
La materia è ulteriormente disciplinata dalla Direttiva sullo stato giuridico dei Volontari in Ferma Prefissata Iniziale e Triennale, emanata dalla Direzione Generale per il Personale Militare il 1° giugno 2023.
La direttiva precisa che la ferma dei VFI partecipanti al concorso VFT può essere prolungata, previo consenso dell’interessato, per il tempo strettamente necessario al completamento dell’iter concorsuale, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili e con le consistenze organiche previste.
Il personale interessato non deve presentare una distinta domanda di prolungamento, ma deve sottoscrivere la dichiarazione di accettazione del relativo provvedimento. Durante il periodo di prolungamento, il militare conserva il proprio status giuridico di appartenenza.
La stessa direttiva chiarisce inoltre che, qualora il VFI risulti vincitore del concorso per VFT, il prolungamento consente l’acquisizione della nuova posizione giuridica senza soluzione di continuità.
Nell’allegato “K” alla direttiva è previsto uno specifico modello denominato “Dichiarazione di accettazione al prolungamento della ferma per iter concorsuale”, destinato proprio ai VFI che partecipano al reclutamento VFT.
Prolungamento della ferma e continuità dello stipendio
La permanenza nello status di VFI durante il periodo di prolungamento comporta la prosecuzione del rapporto di servizio e dei correlati effetti giuridici ed economici.
In altri termini, quando il prolungamento è stato regolarmente disposto e accettato, la posizione amministrativa e quella stipendiale devono essere coerentemente aggiornate, così da evitare che una data di congedo originariamente caricata nei sistemi produca automaticamente una riduzione o una sospensione temporanea delle competenze.
Il punto centrale della questione non sembrerebbe quindi essere l’esistenza del diritto al prolungamento, che è espressamente contemplato dal Codice dell’ordinamento militare, quanto piuttosto la necessità che il relativo provvedimento venga adottato, comunicato e recepito tempestivamente da tutti gli uffici e dai sistemi informatici coinvolti.
Occorre inoltre ricordare che la disposizione legislativa utilizza l’espressione “può essere prolungata” e subordina il prolungamento al consenso dell’interessato, oltre che ai limiti finanziari e organici previsti. Non si tratta, quindi, di un automatismo puramente informatico: è necessario che l’intero procedimento amministrativo venga correttamente completato e registrato.
AMUS al lavoro per una soluzione tempestiva
AMUS – Aeronautica ha immediatamente preso in carico le segnalazioni ricevute e ha avviato le opportune interlocuzioni con gli uffici competenti, al fine di verificare:
- l’avvenuta emanazione dei provvedimenti di prolungamento;
- la corretta acquisizione delle dichiarazioni di accettazione da parte del personale;
- l’aggiornamento delle date di termine del servizio;
- il conseguente allineamento delle posizioni stipendiali;
- la continuità del trattamento economico nei mesi di agosto e settembre 2026.
L’obiettivo è stato quello di intervenire prima che il disallineamento avesse prodotto conseguenze concrete sulle buste paga e, qualora le elaborazioni stipendiali fossero già state avviate, individuare le procedure più rapide per la regolarizzazione delle competenze spettanti.
AMUS ha affrontato la questione con attenzione e concretezza, senza alimentare inutili allarmismi. Allo stato attuale, siamo di fronte a una criticità amministrativa che deve essere risolta attraverso il tempestivo coordinamento tra gli organi responsabili dello stato giuridico, gli uffici amministrativi degli Enti e le strutture competenti per il trattamento economico.
Una criticità che impone una riflessione più ampia
La vicenda, tuttavia, non può essere considerata esclusivamente come un problema occasionale.
La crescente complessità delle procedure, la moltiplicazione degli adempimenti e la progressiva riduzione del personale disponibile negli uffici amministrativi possono determinare ritardi, sovraccarichi di lavoro e disallineamenti tra banche dati che finiscono per incidere direttamente sulla vita dei militari e delle loro famiglie.
Le verosimili carenze di personale negli uffici preposti non devono essere utilizzate per individuare responsabilità individuali o per alimentare contrapposizioni. Al contrario, rappresentano un problema organizzativo che richiede risposte strutturali.
Negli anni a venire, con l’aumento dei pensionamenti e la riduzione delle professionalità amministrative più esperte, situazioni analoghe rischiano di diventare più frequenti, soprattutto nei settori che gestiscono stato giuridico, stipendi, previdenza, missioni, trasferimenti e avanzamenti.
Per questo motivo non è sufficiente intervenire ogni volta in emergenza. Occorre una programmazione reale e coerente, che comprenda:
- il rafforzamento degli organici degli uffici amministrativi;
- la formazione e il tempestivo ricambio del personale specializzato;
- procedure uniformi tra Direzione Generale per il Personale Militare, Stati Maggiori, Centro Unico Stipendiale Interforze (CUSI) ed Enti periferici;
- sistemi informatici realmente interoperabili;
- controlli preventivi sulle scadenze delle ferme e sui procedimenti concorsuali in corso;
- meccanismi automatici di segnalazione delle posizioni che necessitano di aggiornamento.
La digitalizzazione, infatti, può semplificare il lavoro soltanto quando le informazioni vengono inserite tempestivamente e i diversi sistemi comunicano correttamente tra loro. In caso contrario, anche un dato formalmente semplice, come la data di termine della ferma, può produrre conseguenze rilevanti sul trattamento economico del personale.
Tutelare oggi e prevenire per il futuro
AMUS – Aeronautica continuerà a seguire la questione, mantenendo il confronto con gli uffici competenti. Il nostro intervento non è diretto soltanto a ottenere la soluzione della criticità contingente, ma anche a promuovere procedure che impediscano il ripetersi di situazioni analoghe.
La continuità stipendiale non può dipendere dalla capacità del singolo militare di accorgersi preventivamente di un disallineamento amministrativo. Deve essere garantita da un’organizzazione capace di coordinare correttamente scadenze, provvedimenti giuridici e sistemi di pagamento.
AMUS lavorerà affinché i VFI impegnati nell’iter concorsuale ricevano quanto loro spettante e affinché, per il futuro, il passaggio tra la scadenza della ferma, il suo prolungamento e l’eventuale transito nei VFT venga gestito senza ritardi e senza soluzione di continuità.
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