Equo Indennizzo

Equo indennizzo e riduzioni per età: AMUS scrive allo Stato Maggiore dell’Aeronautica

Condividi su:
Da smartphone e tablet per una migliore lettura ruota il dispositivo

È necessario rivedere un meccanismo discriminatorio e anacronistico che penalizza i militari più anziani

Negli ultimi mesi si registra un numero crescente di segnalazioni da parte di colleghi colpiti da una norma anacronistica che, in sede di liquidazione dell’equo indennizzo per infermità dipendente da causa di servizio, riduce automaticamente l’importo spettante al personale militare in ragione della sola età anagrafica del beneficiario.

Si tratta di una questione giuridicamente complessa, con rilevanti profili di incostituzionalità, che coinvolge l’applicazione degli artt. 49 e 57 del D.P.R. 3 maggio 1957, n. 686, richiamati per il personale militare dall’art. 1882 del COM, e che produce effetti concreti e penalizzanti su chi ha dedicato una lunga carriera al servizio dello Stato.

L’equo indennizzo è la provvidenza riconosciuta al dipendente pubblico, in particolare al personale militare, a ristoro della menomazione dell’integrità psicofisica derivante da un’infermità dipendente da causa di servizio.

La normativa vigente in materia di equo indennizzo prevede la riduzione dell’indennizzo per le infermità da causa di servizio del 25% per i militari che hanno superato i cinquant’anni al momento dell’evento dannoso e del 50% per chi ne ha più di sessanta.

La ratio del meccanismo, confermata dalla Corte costituzionale nei primi anni Novanta, si fonda sulla presunzione che la menomazione produca un danno tanto più grave quanto più giovane sia il soggetto. A oltre sessantacinque anni dall’entrata in vigore delle disposizioni originarie, questo impianto non ha mai subito alcuna revisione.

AMUS ha formalmente rappresentato alle competenti sedi istituzionali i profili di irragionevolezza che affliggono la disciplina vigente. La riduzione automatica non valuta né la concreta gravità della menomazione, né il suo effettivo impatto sulla vita del soggetto: chi ha prestato servizio per decenni, esponendosi maggiormente al rischio, viene paradossalmente penalizzato rispetto a chi ha servito meno. Vi è inoltre un’incoerenza sistematica di fondo, poiché l’equo indennizzo ha natura risarcitoria della menomazione in sé — non della perdita di reddito futuro — rendendo estranea all’istituto qualsiasi logica attuariale. A ciò si aggiunge l’inattualità della norma: l’aspettativa di vita è cresciuta di oltre vent’anni e le carriere militari si prolungano fino a età più avanzate, mentre le soglie rigide restano immutate.

Nel tempo, la giurisprudenza amministrativa ha cercato di attenuare le conseguenze più irragionevoli del meccanismo elaborando criteri differenziati per individuare il momento dell’evento dannoso. Per le patologie progressive, il Consiglio di Stato ha individuato tale momento nella stabilizzazione dell’infermità e nella data di presentazione della domanda; per quelle acute, nella prima manifestazione della menomazione. Le pronunce più recenti hanno ulteriormente precisato che nei casi oncologici con intervento immediato il giorno utile è quello della diagnosi, in un segnale di crescente insofferenza verso l’automatismo riduttivo. Questi affinamenti interpretativi, tuttavia, attenuano solo parzialmente il problema, che resta integralmente applicabile ogni qual volta l’evento dannoso si verifichi dopo i cinquanta o i sessant’anni.

Un militare che subisce un’infermità da causa di servizio a 55 o 60 anni può avere ancora davanti a sé diversi anni di servizio attivo e una vita personale fortemente pregiudicata dalla menomazione. La decurtazione del 25% o del 50% dell’indennizzo, in assenza di qualsiasi valutazione individualizzata, penalizza ingiustificatamente chi ha maggiormente contribuito alla causa dello Stato.

Per questo AMUS ha formalmente coinvolto le competenti strutture dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, con informativa allo Stato Maggiore della Difesa e all’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa (clicca qui per leggerla), chiedendo l’eliminazione delle riduzioni per età dall’impianto normativo vigente e l’applicazione transitoria del regime più favorevole ai procedimenti in corso o già definiti con margini di riesame. Il protrarsi dell’attuale situazione rischia di alimentare un contenzioso crescente, con potenziali soccombenze dell’Amministrazione e aggravi sulla finanza pubblica, oltre a deteriorare il rapporto fiduciario con il personale più anziano ed esposto, ovvero quello con maggiore esperienza e responsabilità.

È quindi nell’interesse di tutti, dell’Amministrazione e del personale, intervenire tempestivamente con una riforma che rimuova una norma irragionevole prima che la questione si trasformi in contenzioso seriale.

AMUS continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela concreta dei diritti e delle aspettative di TUTTO il personale militare, di ogni ordine a grado.

Dacci forza, ISCRIVITI ad AMUS, il TUO Sindacato Militare.

#amusaeronautica

#sindacatomilitare

#aeronauticamilitare

#equoindennizzo

#tuteladelpersonale

 

I Commenti per gli Articoli sono disabilitati.