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Testing in corso, ma senza tempistiche certe e il personale continua ad anticipare somme per missioni non rimborsate
A distanza di diversi giorni dalla nostra nota del 25 novembre 2025 (clicca qui per leggerla), con cui avevamo rappresentato allo SMA le gravi criticità amministrative che stanno colpendo il personale in servizio presso numerosi Enti della Forza armata, è giunta la risposta ufficiale dell’Ufficio Generale Consulenza e Affari Giuridici (clicca qui per leggerla).
Pur apprezzando la tempestività del riscontro, dobbiamo constatare con rammarico che le questioni sollevate non possono considerarsi risolte, né sul piano operativo né su quello della tutela concreta del personale.
La risposta conferma ciò che già sapevamo: sono in fase di testing le procedure per l’accentramento della liquidazione e pagamento dei Certificati di Viaggio. C’è pero un elemento che non può lasciarci indifferenti: le tempistiche di conclusione non sono ancora definite, in quanto si tratta di “strumenti innovativi” che necessitano di “un iter di sviluppo adattivo di durata incerta”.
DURATA INCERTA SIGNIFICA PERSONALE IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA CERTA
Tradotto in termini concreti, questo significa che i militari che effettuano missioni nazionali e internazionali continueranno ad anticipare somme di denaro senza sapere quando verranno rimborsati. Non parliamo di cifre simboliche: parliamo di centinaia, talvolta migliaia di euro, che incidono direttamente sulle economie familiari e sul benessere del personale.
L’accentramento della liquidazione è certamente un obiettivo condivisibile, soprattutto se finalizzato alla semplificazione e all’ottimizzazione delle risorse, ma non può essere perseguito senza una roadmap chiara, senza milestone verificabili, senza un piano di transizione che tuteli il personale nella fase intermedia.
SMA ci dice che l’accentramento comporterà “un’ottimizzazione delle risorse assegnate a Fondo Scorta ai singoli Elementi di Organizzazione”, nella considerazione che ai medesimi non sarà più attestata la liquidazione periferica. Questa ottimizzazione futura, tuttavia, non risolve le carenze strutturali attuali, già ampiamente documentate dalle segnalazioni che continuiamo a ricevere.
IL FONDO SCORTA RESTA INADEGUATO: IL PROBLEMA NON È TECNICO, È DI RISORSE
Numerosi Enti continuano a segnalarci impossibilità operative concrete, legate non solo alla carenza di personale amministrativo dedicato, ma anche a tempistiche procedurali incompatibili con l’urgenza dei rimborsi. Il richiamo al trasferimento temporaneo di risorse, già contenuto nella precedente risposta dello SMA, non appare sufficiente a fronteggiare un problema che è strutturale, non congiunturale.
Serve un incremento reale e stabile delle dotazioni, non soluzioni tampone che spostano il problema da un Ente all’altro. Serve personale formato e dedicato. Serve una visione di sistema che metta al centro la dignità economica del militare in missione.
MENSE: LO SMA NEGA, GLI ENTI SEGNALANO
Particolarmente preoccupante è il passaggio finale della risposta, relativo agli Enti non dotati di Mense di Servizio: SMA afferma che “gli elementi prospettati non trovano riscontro in base a quanto monitorato dal Comando Logistico AM”.
Con tutto il rispetto per le verifiche fatte dal competente Alto Comando, noi continuiamo a ricevere segnalazioni concrete da parte del personale in servizio presso Enti privi di MOS, che lamentano difficoltà nell’accesso al servizio sostitutivo di mensa, interruzioni nella fruizione del vitto, vincoli legati alle sole convenzioni CONSIP che non garantiscono continuità operativa.
Esiste evidentemente un problema di comunicazione tra la realtà operativa degli Enti periferici e i livelli di monitoraggio centrale. Quando c’è discrepanza tra le risultanze delle rilevazioni e ciò che viene vissuto, il Sindacato ha il dovere di stare dalla parte di chi vive il problema, non di chi lo monitora da lontano.
COSA CHIEDIAMO: CHIAREZZA, TEMPISTICHE, MISURE CONCRETE
Non ci accontentiamo di risposte generiche. Non possiamo accettare che il personale resti in una condizione di incertezza amministrativa ed economica a tempo indeterminato.
Per questo ribadiamo con fermezza la necessità che l’Amministrazione, per un verso fornisca un quadro chiaro e dettagliato delle iniziative già assunte per l’accentramento dei CV, con indicazione degli Enti destinatari e delle modalità operative, per altro verso indichi tempistiche certe per la conclusione del testing e per l’entrata a regime del nuovo sistema, valutando anche l’adozione di misure transitorie per garantire liquidazioni rapide nella fase di cambiamento, anche attraverso potenziamento temporaneo del personale amministrativo, nonché incrementando in modo strutturale le risorse del Fondo Scorta.
Per quanto attiene alla problematica della fruizione dei pasti presso gli Enti privi di MOS, auspichiamo che vengano impartite direttive integrative per garantire continuità del servizio sostitutivo di mensa, anche attraverso procedure rapide di acquisto su piazza dei necessari buoni pasto.
IL DIALOGO CONTINUA, MA SERVE CONCRETEZZA
Come sempre, confermiamo la nostra piena disponibilità alla collaborazione istituzionale. Abbiamo dimostrato, sin dalla costituzione di AMUS, che crediamo profondamente nel dialogo con l’Istituzione che, solo se serio e costruttivo, produce risultati concreti per il personale e per la piena funzionalità dell’Aeronautica Militare.
Ma il dialogo non può trasformarsi in attesa indefinita. La risoluzione delle criticità amministrative non è una questione burocratica: è un elemento essenziale per la tutela del personale, per il suo equilibrio economico, per la dignità di chi serve lo Stato.
Quando un militare parte in missione, deve sapere che lo Stato non lo lascerà solo ad anticipare somme che non sa quando recupererà. Quando presta servizio in un Ente periferico, deve avere la certezza di poter accedere al vitto in modo continuativo e dignitoso. Quando l’Amministrazione avvia processi di innovazione, deve garantire che la transizione non ricada sulle spalle di chi è già in difficoltà.
Noi continueremo a monitorare l’evoluzione della situazione, a raccogliere le segnalazioni del personale, a rappresentarle con fermezza e trasparenza ai livelli competenti. Continueremo a pretendere risposte concrete, non dichiarazioni di principio.
Perché tutelare il personale significa anche pretendere che l’Amministrazione mantenga gli impegni, rispetti i tempi, fornisca soluzioni realmente efficaci.
Continuate a seguire e a dare forza al VOSTRO Sindacato azzurro, il Sindacato di TUTTI e al servizio della gente in armi. ISCRIVITI!


