Facciamo chiarezza in merito ad una questione dolente che ha suscitato diversi malumori tra gli operatori del settore
AMUS – Aeronautica, nel tempo, non è mai rimasta ferma a guardare rispetto ad un tema tanto delicato quanto complesso, ovvero quello relativo alla modifica della turnazione da h/24 ad h/12 per gli operatori di “Force Protection” (con emende alla direttiva interna di F.A. “SMA – ORD 021”), fortemente voluta dal nostro vertice militare.
Infatti, a seguito delle nostre missive inoltrate nel merito, rispettivamente al Capo di SMA, al Ministro della Difesa ed, in ultimo, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento della Funzione Pubblica) sin dal lontano 28/08/2023 (clicca qui per leggere l’articolo), abbiamo ricevuto pressappoco la medesima risposta. Scelta politica in un campo, quello della regolazione delle attività di servizio, che per legge è affidato alle Amministrazioni, anche se i riflessi di varia natura (stress da lavoro, maggiore incidenza dei possibili incidenti in itinere, costi correlati a maggiore frequenza di presenza, indennizzi per attività usurante, etc.) sono di stretta competenza delle parti sociali.
Di conseguenza, l’attuale spazio di manovra per una azione sindacale incisiva, reale e concreta è nei fatti unicamente relegata ad una azione di trattativa contrattuale per poter, successivamente, far inserire un ristoro economico per le attività notturne, in analogia a quanto già disciplinato per Carabinieri e Polizia.
Chi al momento dice cose diverse, propugnando azioni variegate, nella migliore delle ipotesi non ha ben compreso come stanno le cose; nella peggiore…fate voi!
Proprio in virtù di ciò, non abbiamo mai “mollato la presa” ed andremo a confrontarci su questo tema in Funzione Pubblica nel corso delle trattative, in corso, per il rinnovo contrattuale 2022/2024. Per porre parziale ristoro alla situazione sinora prospettata, AMUS ha già proposto, nel corso della citata procedura contrattuale, l’introduzione di un indennizzo teso ad istituire una maggiorazione oraria notturna per tutti gli operatori di “Force Protection” e servizi interni di Reparto; come peraltro già previsto al Titolo II, art. 44 dell’ultimo Contratto delle Forze di polizia ad ordinamento Militare “che determina a decorrere dal 31 dicembre 2021 e a valere dal 2022, al personale impiegato in turni di servizio effettuati tra le ore 22 e le ore 6, l’indennità di cui all’articolo 51, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 2002, n. 164, rideterminata nella misura di euro 4,30 per ciascuna ora”. Tale misura ridurrebbe l’attuale gap esistente oggi tra le Forze armate e le Forze di polizia sul tema in oggetto e coprirebbe, almeno parzialmente, il disagio economico arrecato al personale in azzurro, costretto a maggiori esborsi economici legati agli spostamenti necessari da e verso il luogo di lavoro, con incremento anche dei rischi connessi agli infortuni in itinere, etc.
Chiaro che, in un futuro non così lontano, anche alla luce dei prossimi imminenti esodi pensionistici che, uniti ad un generalizzato calo nei reclutamenti dell’ultimo ventennio, si concretizzerà inevitabilmente uno scenario diverso. Un eccesso di carico di lavoro per tutti gli uomini e le donne in azzurro, chiamati ciclicamente e sempre con maggiore frequenza a sospendere temporaneamente le proprie mansioni lavorative per garantire il presidio e la sicurezza delle istallazioni e per sopperire alle carenze organiche relative agli operatori di vigilanza interna ed esterna di Reparto, comporterà “giocoforza” una necessaria rivisitazione della questione da parte dell’ Aeronautica Militare; con un, secondo noi, salutare e necessario ritorno all’ h24.
Lavoreremo in questa direzione, cercando sin da subito di far capire al Vertice che non è reato di “lesa maestà” o segno di debolezza capire ed aggiustare il tiro, magari dando in sede locale l’opportunità ed il potere ai Comandanti sin dal prossimo anno.
Sul tema e sulle problematiche connesse ai servizi come ora modificati in h12, AMUS – Aeronautica ha recentemente posto in atto diverse azioni di chiarimento avverso le questioni di seguito sinteticamente enunciate:
RECUPERO DELLA MEZZ’ORA DEL PASTO: (meridiano e/o serale), interessato lo SMD, stimolando una soluzione che consenta, in deroga alla disciplina generale dell’orario di servizio per motivi funzionali-operativi, di ritenere il/i pasto/i compreso/i nelle 12 ore di servizio e quindi senza che vi sia necessità di recupero orario da parte del personale interessato;
REPERIBILITA’ VERSUS RINTRACCIABILITA’: ottenuto un chiarimento con cui lo SMA – UCAG ha ribadito la diversità di valore e dei connessi obblighi della REPERIBILITA’ e della RINTRACCIABILITA’ (SMA 1° Reparto, nelle more che quanto sopra venga disciplinato tramite apposita circolare, emanerà un messaggio chiarificatore);
CAMBIO TURNO: si ritiene che le operazioni di cd. “cambio turno” debbano essere ricomprese ed effettuate, come peraltro già avviene in molti degli Enti della Forza armata, all’interno dell’orario programmato per tali servizi e che, qualora ciò non avvenga, non si possa che provvedere, in analogia a quanto prescritto dalla normative generali sull’orario di lavoro, ad attribuire orario aggiuntivo da compensare in via monetaria per straordinario (ovvero nei casi disciplinasti sempre da accordi contrattuali con il recupero compensativo);
RECUPERO FESTIVITA’: le disposizioni contrattuali vigenti, art. 11 comma 2 del DPR 163/2002, prevedono che qualora si svolga il turno di servizio in giornate NON LAVORATIVE o FESTIVE, al personale interessato debba essere riconosciuto il Recupero Festività. Pertanto, ad esempio, per un turno di sabato “08 – 20”, seguito poi da un turno della domenica “20 – 08”, competono complessivamente 2 gg di Recupero Festività.
Si invitano i Referenti TerritorialI e gli iscritti a segnalare eventuali diverse situazioni in sede locale.
Continuate a seguirci!